Intensita’ di cura , un altro passo verso la privatizzazione

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Cos’ è un ospedale ad intensità di cura ? A Prato è un posto dove quando arrivi al pronto soccorso in ambulanza , ti mettono in una stanzina a vetri con altre 10 persone a bordo di una barella con le ruote ed aspetti il turno per una visita . Intanto puoi cacarti nelle mutande o vomitare e addirittura tossire bacilli ai tuoi compagni di “stanza” . La privacy è ” garantita” da una tendina arancione inamovibile che arriva ad un metro e 10 da terra . Finalmente ti visitano ed verificati i sintomi ti mettono in uno comparto a vetri in compagnia di persone che hanno lo stesso sguardo dei cani chiusi in canile . Lo sguardo rassegnato che implora chiunque di portarli via da li . Intanto il tuo “viaggio” nella catena di montaggio della sanità continua . Con la tua fedele barellina verrai trasportato alle stazioni diagnostiche per la verifica del problema riscontrato . Il tuo bravo codice a barre, posto al tuo polso, dirà quale numero sei ma non chi sei e cosa hai, e così ogni volta dovrai ripetere dall inizio la tua storia ad ogni operatore incontrato . La tua stazione di arrivo sara’ , alla fine , la tua brava stanzina a vetri dove resterai in attesa di un verdetto mentre i turni dei sanitari cambiano insieme alle loro facce . Nell ‘ 80% dei casi te ne andrai a casa spendendo i tuoi buon 30 euro di ticket , ribattezzato contributo alla sanità pubblica . L’altro 20% “salirà” nell agognata stanza di degenza il sognato shangri la’. Insomma quello che sulla carta viene chiamato il sistema Toyota ( dalla casa automobilistica che per prima lo ha adottato ) nella pratica si trasforma in uno spostamento continuo tra stanze degli specchi e sguardi persi nella incertezza della fine . Un infinito Vaffanculo ad Enrico Rossi da un troglodita pratese