5G : tutti ne parlano nessuno lo conosce

Inizia la sperimentazione della nuova tecnologia per la trasmissione dati denominata 5G.

Tutti parlano della enorme potenzialita’ per l’ invio della grandissima mole di dati tramite il 5G e di come si trasformera’ la nostra vita.

In realta’  sono pochi coloro che ne hanno analizzato le caratteristiche tecniche di funzionamento .

Visto che la citta’ di Prato , dove abito, e’ una delle 5 citta’ italiane  sperimentatrici questa nuova tecnologia, mi sono mosso per riuscire a capire un po’ di piu’ su cosa e’ il 5G e come funziona.

Il mio lavoro e la mia specializzazione scolastica in radiocomunicazioni ha poi incentivato la mia ricerca.

Ma parliamo di 5G :

Il 5G e’ non e’ soltanto un ulteriore sviluppo delle tecnologie di trasmissione telefonica denominate 3G e 4G ma un progetto molto piu’ vasto che comprende una riassegnazione delle frequenze di trasmissione radio attualmente in uso alle emittenti televisive , un cablaggio strutturato di rete in fibra ottica ed l’ uso di radiofrequenze che superano i 20GHz.

Iniziamo a parlare di cablaggio fibra ottica di ultima generazione; questa puo’ raggiungere elevate quantita’ di dati trasmessi, permettendo il controllo in tempo reale di molti apparati domestici ed industriali ( dalla casa intelligente alla industria 4.0 ) . Questo sviluppo permette di aumentare la capacita’ produttiva di ogni singolo dispositivo con un controllo del suo operato immediato anche da posizioni molto distanti dal luogo dove il dispositivo stesso opera. Gli apparati non mobili possono essere collegati direttamente alla fibra garantendo un vero controllo su di essi.

La riassegnazione delle frequenze radio-televisive serve a dare maggior spazio alle comunicazioni telefoniche via etere ( Cellulari ) implementando canali funzionanti all’ interno delle bande di frequenza gia’ in uso. Ricordo che al momento il 2G , 3G e 4G lavorano dagli 800 Mhz ai 2,6 Ghz .

La novita’ assoluta di questa nuova proposta tecnologica e’ la trasmissione dati a frequenze superiori ai 20Ghz.  Ogni canale di trasmissione e’ molto piu’ ampio degli attuali permettendo il controllo , in tempo reale, di dispositivi mobili. Per dispositivi mobili possiamo intendere auto, treni, tram, droni, robot, apparecchi elettromedicali, apparecchi di monitoraggio aria e tanto altro. L’ utilizzo di queste frequenze e’ di derivazione aero-spaziale e sono usate per poter comunicare con dspositivi posti oltre l’ atmosfera terrestre. Questo perche’ non tutte le onde elettromagnetiche superano lo schermo della nostra atmosfera . Soltanto frequenze con lunghezza d’ onda piccola o molto piccola sono in grado di “bucare” la nostra atmosfera, che oltre a farci respirare ci garantisce protezione da molte radiazioni presenti nello spazio.

Quindi tutto bene abbiamo una tecnologia che ci garantisce pieno controllo su tutto quello che ci succede intorno … ebbene, non e’ così .

Dopo la scoperta della radio , cioe’ dall’ epoca di Marconi ed un uso sempre maggiore di questa tecnologia, sono cominciati degli studi per capire come le onde elettromagnetiche interagissero con l’ ambiente circostante e con gli abitanti di questo ambiente. Questi studi ci hanno portato a comprendere delle cose importanti :

  1.  Che era possibile trasmettere informazioni molto lontano usando frequenze basse ( per basse si intende dai 30Khz ai 30Mhz ) e potenze di trasmissione abbastanza limitate ( 5-50 W ), sfruttando l’ effetto rimbalzo sulla nostra atmosfera.
  2. Che aumentando la frequenza di trasmissione potevamo sfruttare canali piu’ fedeli e con meno errori di intelleggibilita’ dell’ informazioni.
  3. Che frequenze piu’ alte non permettevano di superare ostacoli fisici ( montagne, case, alberi, etc )
  4. Che aumentando la potenza di trasmissione era possibile migliorare la intellegibilita’ delle informazioni ma uomini ed animali, nelle immediate vicinanze delle emittenti , ne risentivano fisicamente dopo una prolungata esposizione.
  5. Che aumentare la frequenza di trasmissione, a parita’ di potenza erogata, faceva insorgere , nuovamente, problemi fisici ad uomini ed animali nelle vicinanze della sorgente di emissione.
  6. Che frequenze particolari ( intorno ai 2.45 GHz ) permettevano la cottura di cibi dal loro interno ( Forno a Micronde )

Quindi siamo consapevoli, ormai da decenni, che la esposizione alle radio frequenze e’ nociva tanto piu’ alta e’ la potenza di emissione e tanto piu’ e’ alta la frequenza di trasmissione. In realta’ non e’ la frequenza ad essere nociva ma la lunghezza d’onda che e’ inversamente proporzionale alla frequenza stessa. Comunque visto il legame stretto tra frequenza e lunghezza d’ onda possiamo affermare che frequenze piu’ alte sono piu’ dannose di frequenze piu’ basse a parita’ di potenza di emissione.

Un’ ultima considerazione riguardo ai punti elencati sopra, molto importante, sulla distanza tra la fonte di emissione ed i soggetti esposti : la potenza che investe un soggetto diminuisce in modo logaritmico allontanandosi dalla sorgente elettromagnetica.

E ci avviamo alla fine di questo articolo riepilogando quelli che sono i reali rischi che riguardano il 5G.

Abbiamo detto che frequenze alte e potenze alte sono molto dannose per la salute degli esseri viventi e allora vi chiederete come mai stiamo ancora sopravvivendo a trasmissioni radio, tv, cellulari . Perche’ in Italia esiste una legge che limita la potenza di emissione a seconda degli ambiti di impiego. Sotto riporto una tabellina esplicativa sui limiti di legge.

Quindi siamo tranquilli ?

Sarebbe troppo facile e troppo  bello .  Mentre abbiamo abbastanza dati per considerare sufficientemente sicure le trasmissioni 3G e 4G non lo siamo per quanto riguarda quelle che saranno le trasmissioni 5G.

Perche’ come abbiamo detto con frequenze piu’ alte avremo bisogno di molti ripetitori/emettitori radio in piu’ in un’ area dove adesso ne esiste soltanto uno , in virtu’ del fatto che alte frequenze ( piccolissime lunghezze d’ onda) non superano gli ostacoli fisici . Ai ripetitori esistenti adesso ne verranno aggiunti molti altri,  per cui ogni singolo essere umano sara’ sempre piu’ vicino ad una sorgente elettromagnetica e non potra’ usufruire della minore esposizione garantita dalla distanza dall’ emettirore. 

Ricordo a tutti che in questo momento stiamo parlando di “sperimentazione”, cioe’ stiamo provando per verificare quello che succede e non siamo sicuri che gli attuali limiti di legge saranno sufficiente garanzia di ambiente salubre per noi ed i nostri figli.

Spero di essere stato di aiuto nella comprensione del “fenomeno  5G” . Se qualcuno dovesse rilevare inesattezze o errori puo’ contattarmi al seguente indirizzo e-mail webmaster@ctsnet.it

Cicloturismo: istruzioni per l’ uso

Mi sono convinto a scrivere questa piccola guida, dopo che alcuni amici mi hanno chiesto come sono riuscito ad organizzare le vacanze in bicicletta con i miei figli.

Tutto nasce da due esigenze :
1) spendere poco
2) togliere i ragazzi dal telefonino

Pedalando non si puo’ usare il cellulare e sicuramente non si spende in benzina ed autostrada.

Per cui , rovistando nei garage dei parenti, siamo riusciti a scovare tre bici che avrebbero, con pochi aggiustamenti,
potuto accompagnarci nel nostro viaggio.

Quella sopra e’ stata la prima ad essere stata scelta e revisionata . sostituito il comando del cambio anteriore, controllo accurato del funzionamento dei freni, verifica tenuta camere d’ aria, regolazione rapporti, montaggio portapacchi, recuperato da un altra bici. Lavaggio ed ingrassaggio.

Per la seconda il lavoro di revisione e’ stato un poco piu’ lungo dovendo sostituire il freno anteriore che non funzionava correttamente. Ponete attenzione alla regolazione del cambio perche’ puo’ essere causa dello strappo della catena e comunque fate attenzione ad ogni cambiata, cercando di non forzare troppo sui pedali.

E questa e’ la bici del nonno, gentilmente data in prestito con la raccomandazione di non romperla. Anche per lei lavaggio , ingrassaggio  e regolazione freni e cambio.

I bagagli da caricare sulle bici devono essere di minor peso possibile, perche’ in salita, nella conduzione e tenuta di strada della bici , si fanno sentire.

Noi abbiamo portato :

1) un sacco a pelo leggero per ciascuno
2) una tendina da tre persone
3) tre materassini da tenda isolanti
4) dentifricio, spazzolini, shampoo e sapone di Marsiglia utilizzabile anche per il lavaggio degli indumenti.
5) tre paia di mutande e tre paia di calzini tre magliette,un paio di pantaloni corti, una felpa per ciascuno
6) un paio di sneakers e un paio di sandali ciascuno
7) zainetto con attrezzi vari , adatti al montaggio smontaggio bici e parti di sostituzione, camere d’ aria, kit riparazione gomme, falsa maglia catena
Noi in realta’ la falsa maglia non l’ avevamo ed infatti abbiamo rotto una catena dovendo fare diversi Km a traino
8) mantelline antipioggia leggere da tenere a portata di mano, non in fondo all’ ultimo zaino 😀
9) Pompa per il gonfiaggio gomme
10) fanalini bianchi e rossi per essere visti anche di notte
11) maglietta dai colori accesi “antisudore” e pantaloni da bici imbottiti al cavallo
12) asciugamani in microfibra.

Ricordarsi elastici con ganci in plastica per fissare i bagagli al portabagagli

Per rendere piu’ stabili i bagagli abbiamo allargato il piano del portatutto con delle tavolettine di compensato fissate con fascette.

Comunque da Decathlon e’ possibile trovare un kit portapacchi e borse laterali ad un costo abbastanza accessibile.

Noi abbiamo optato per il riuso di borse modello spesa , con cerniera, trovate per caso in cantina.

Tre zainetti usati per contenere gli indumenti di cui uno con celle solari per la ricarica dei telefoni

IMPORTANTE  il casco; le ciclabili sono rare e viaggiare nelle strade “normali” e’ piuttosto impegnativo gli automobilisti non fanno troppo caso a noi ciclisti, anche se devo dire che in molti ci guardavano sorridendo 😀

La cosa piu’ importante, quando si viaggia in gruppo e restare in fila indiana e rispettare l’ andatura di cisacuno dei componenti, magari facendo piu’ soste .

Quando la stanchezza comincia a farsi sentire e’ possibile integrare alla pedalata, l’ uso del treno.

Quasi tutti i treni regionali hanno una carrozza in testa  adibita al trasporto bici. cercate stazioni con le biglietterie aperte con personale che puo’ darvi consigli utili su eventuali cambi e coincidenze.

Devo dire che il personale di Trenitalia e’ stato molto disponibile e di aiuto per infomazioni e scarico / carico bici.

Le ultime due raccomandazioni:  bevete acqua molto spesso, bagnandovi anche la testa di tanto in tanto e applicate una crema protettiva per il sole .

A voi la scelta dell’ itinerario

abilitare l’ utente di root in Ubuntu 16.04 LTS

Questi i passi necessari per avere la possibilita’ di usare l’ utente root nel vostro Ubuntu 16.

  1. Aprire la modalita’ terminale, ci sono molteplici modi per farlo, uno e’ quello di premere contemporaneamente i tasti Ctrl+Alt+F1 ma richiede di loggarsi successivamente con il vostro utente e la propria password. Altrimenti cercate la applicazione terminale dal vostro cerca sul computer ( icona in alto a sinistra ).
  2. dal prompt si digita :  sudo passwd root e si preme invio. inseriamo la  password dell’ utente in uso e successivamente la password per la root , come richiesta , per due volte.

Adesso possiamo usare l ‘ utente root  ma soltanto da terminale.

Per avere la possibilita’ di usare l’ utente root in modialita’ grafica possiamo procedere nel seguente modo :

  1. Dal terminale acquisire le credenziali di root digitando il comando su – ed inserire la password richiesta
  2. digitare : nano /usr/share/lightdm/lightdm.conf.d/50-ubuntu.conf
  3. greeter-show-manual-login=true
  4. fare il restart del sistema operativo.

Al sucessivo login avrete la possibilita’ di scegliere con quale utente aprire la sessione di lavoro.

Puo’ succedere che avviando la sessione grafica di root, venga visualizzato un errore nel file .profile

modificando il file come nella figura sopra e’ possibile eliminare l ‘errore.

 

 

Che Aria Tira ?

 

Progetto che si propone il monitoraggio della qualita’ dell’ aria a seguito della realizzazione di una rete di centraline, autocostruite, che permetteranno di misurare , nel tempo , le polveri sottili PM2,5 PM10.

Il progetto nasce da una idea del comitato “Mamme NO Inceneritore” , di Firenze.

Alcune aziende,  professionisti, nonche’ ricercatori e medici Immunologhi hanno aderito al progetto che, per il carattere “Open Source” , puo’ essere abbracciato e ampliato in piu’ direzioni.

Nella Pratica questo si traduce in una centralina autoscostruita e programmata con componenti Arduino o Raspberry,  di un server internet che provvede alla raccolta e alla elaborazione dei dati in tempo reale, consultabili tramite i sito www.cheariatira.it.

Il gruppo attivisti di Prato, di Montemurlo, di Vernio , di Carmignano, si sono attivati per cercare adesioni per adottare una centralina, per poter costituire una vera a propria rete di punti di verifica dell’ aria .

Il prezzo per realizzare la centralina e’ variabile, in base alla soluzione hardware e software  adottata , tra 80 e 150 euro, compreso montaggio programmazione, taratura e supporto al progetto “Che aria tira?”. Se si decide per il fai da te il prezzo delle parti hardware si aggirera’ attorno ai 35 euro per una soluzione compatibile Arduino.

Per il carattere artigianale delle dette centraline dobbiamo sottolineare che non hanno garanzia, come i prodotti commerciali, e che non sono ne certificate e tantomeno omologate.

Possiamo invece garantire la vericidita’ dei risultati per il lavoro fatto dai ricercatori e professionisti del settore .

 

P. S. Ospedale di Prato : una esperienza poco piacevole

Sabato scorso son dovuto andare a P.S. dell ospedale di Prato e sono rimasto scioccato per quanto ho potuto vedere ed ascoltare. Ci sono rimasto davvero male, perché  ho sempre pensato che il pronto soccorso fosse una risorsa unica ed affidabile per coloro che hanno una emergenza, invece, entrando, nonostante sia stato subito ammesso all’ interno, il medico che doveva visitarmi si è dovuto assentare per una urgenza alle degenze,  cosi ho scoperto che il medico del P.S. deve occuparsi anche alle visite a coloro  già ricoverati.

Mi hanno fatto esami ematici ed un antidolorifico. Non so quanto ho dormito ma quando mi sono svegliato mi sono trovato un signore anziano, di fianco, che si era strappato la farfallina dei prelievi, in modo inconsapevole, e stava versando sangue dappertutto, sembrava ferito in guerra .

All’ interno della sala  dove ero in osservazione,  2 infermieri dovevano tenere sotto controllo una ventina di persone, non stabilizzate, doloranti, magari in attesa da ore e con bisogni fisiologici da espletare davanti a tutti.

Ho pensato che la privacy , la tanto sbandierata privacy, forse non vale in contesto ospedaliero, quando, un altro signore piu’ distante, interrogato dal medico faceva sapere a tutti di essere stato in sud America e di avere una forte dissenteria da alcune settimane. Un altra domanda mi e sorta spontanea: “ma se dall amazzonia il signore ha portato a casa qualche patologia infettiva, cosa poteva succedera a coloro che erano con lui nello stanzone del P.S.?

Secondo me , questo sistema di fare pronto soccorso, criticato sia dal personale che dai pazienti , non è funzionale e viola minime regole igenico-sanitarie e di riservatezza.
L’  intero sistema e’ fallimentare e non soltanto perché lo spazio è poco e la struttura dell’ edifico dislocata in maniera errata ma soprattutto perché il personale è insufficiente e le linee guida, su come portare avanti la risoluzione delle emergenze, estremamente inefficace.
Viene spontanea un altra considerazione, che  il medico di famiglia e’ sempre meno presente, difficilmente esegue visite presso i pazienti,  restando alla fine un semplice compilatore  di prescrizioni farmacologiche.
Insomma il discorso è lungo ma la considerazione ultima è che dover andare al P.S. di Prato spaventa non tanto per l’ emergenza che devi affrontare , quanto per quello che ti può succedere in una struttura (sia come edificio che come sistema di gestione) , non adeguata a gestire in maniera celere ed efficace il problema di salute presentatosi.

SCARTI TESSILI: da problema ad opportunita’

Si concretizza il lavoro svolto dal gruppo di cittadini attivi di Prato, riguardante la criticita’ rappresentata dall’ abbandono degli scarti tessili .

Nel territorio della provincia di Prato vengono spesso abbandonati residui di lavorazioni dell’ industria dell’ abbigliamento.

Gli attivisti amici di Beppe Grillo di Prato si sono interessati alla questione , memori della vocazione nel riciclo del tessuto , tradizione della industria manifatturiera pratese.

Quello che oggi viene considerato un rifiuto industriale da smaltire in discarica,puo’ essere , in realta’ , una opportunita’ di economia indistriale , come ci dimostra una azienda locale , utilizzando lo scarto tessile come matria prima per la produzione di pannelli isolanti termo-fono-assorbenti.

Il coivolgimento dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle , ha permesso di giungere ad una proposta , portata in consiglio regionale, atta ad inserire nei disciplinari degli appalti pubblici la possibilita’ di utilizzare materiale isolante e fono assorbente ,  prodotto dal riutilizzo di materiali di scarto delle lavorazioni tessili .

Nella stessa mozione vien richiesto anche di incentivare l’ acquisto dei detti prodotti termo-fono assorbenti .

Per completezza riporto di seguito i links di approfondimento sull’ argomento.

La ricerca ed il primo incontro con lazienda produttrice dei pannelli isolanti termo-acustici :

Scarti tessili: tra illeciti e virtuosismi

La partecipazione al consiglio comunale straordinario sui rifiuti:

Consigli comunali “straordinari”

La scheda informativa generale sull’ argomento (PDF):

schedaRicicloTessile

La scheda del prodotto della Manifattura Maiano (PDF):

catalog_14_RecycleTherm_Km0

La mozione presentata in consiglio regionale:

http://www.movimento5stelletoscana.it/scarti-tessili-problema-opportunita/

Documento mozione consiglio regionale:

MOZ0986

 

 

 

Aggiungi plugin WordPress ed il sito appare come una pagina bianca

Puo’ succedere che il tuo sito WordPress sparisca dopo aver installato ed avviato un plug-in .

I motivi per cui avviene questo inconveniente sono molteplici e sarebbe inutile stare qui ad elencarli , perche’ il  sito risulta irraggiungibile e tu sei nel panico.

Calma !

E’ possibile tornare con il sito perfettamente funzionante , disattivando tutti i plugins del  CMS , collegandosi al server che contiene i vostri scripts WordPress tramite FTP.

Una volta collegati e’ possibile cambiare il nome alla cartella plugins che si trova in :

CartellaContenenteWordPress/wp-content/

Rinominare plugins in pluginsOld

Fare un refresh del pannello di amministrazione WordPress,  che tornera’ di nuovo visibile .

Con FTP rinominare la cartella pluginsOld in plugins

Accedendo alla sezione Plugin , nel pannello amministrazione , si nota che tutti i plugins presenti sono disattivati .

Disinstallare il codice incriminato e attivare i plugins verificati funzionanti.

Ecco Fatto !

Attenzione !! Conviene indagare sul motivo per il quale il plug-in installato non e’ compatibile con  WordPress , per evitare altre spiacevoli sorprese.

 

Consigli comunali “straordinari”

Questa mattina ho partecipato al consiglio comunale straordinario, del comune di Prato, dove veniva trattato il tema dei rifiuti.

Giornata caldissima, da un punto di vista climatico, quella di questo incontro.

Si apre la seduta con una introduzione del Presidente Ilaria Santi . Si dice fosse necessario un consiglio straordinario per trattare questo delicato “problema” . Presenti i componenti della direzione di ALIA , la nuova societa’ di gestione dei rifiuti .

Interventi di minoranza e maggioranza che evidenziano alcune eccellenze ed altre criticita’ del sistema gestionale.

Mi sembra di vivere in un sogno, anzi direi incubo, per la totale mancanza di preparazione all’ argomento , da parte di tutti. Mi chiedo come sia possibile sapere di questa udienza una settimana prima ed arrivare a questo incontro impreparati .

Dopo una decina di interventi, sembra quasi che la situazione pratese non sia cosi critica da rendere necessario un consiglio straordinario. Allora mi viene da chiedermi il perche’ di questa giornata .  Si potrebbe ipotizzare per i saluti prima delle vacanze,  un gettone di presenza aggiuntivo, una presentazione della nuova societa’ ALIA o rassicurare i cittadini che l 1 di Agosto ancora si lavora ?

Non saprei , rimango sgomento a guardare il soffitto , mentre il dirigente di ALIA annuncia candidamente che questa societa’ e’ , si , una societa’ ad ampia partecipazione pubblica, ma essendo una SPA , per sua natura pensa alla competitivita’ , ad essere sul mercato e quindi di puntare ad un profitto, aggiungo io. Il servizio al cittadino viene in seconda battuta, quando si e’ spiegato come siamo arrivati a questa composizione societaria e la possibile quotazione in borsa.

Dell’ intervento del sindaco non ricordo un granche’ , qualche parola come ; Sindaco di Firenze, Impegno, Controllo. Ma dal fatto che gli applausi non mi abbiano risvegliato dal coma catarsico in cui versavo, non penso sia stato particolarmente apprezzato.

Sono ancora seduto, imbambolato, quando il commesso del comune viene a chiedermi di uscire,  invitandomi a ripresentarmi verso le 14,30 per la continuazione del consiglio.

Sinceramente non me la sono sentita di togliere ancora del tempo al mio lavoro e decido mestamente di tornarmene in ufficio .

Durante il tragitto pero’ mi sono venute in mente diverse considerazioni, in merito alla mattinata appena conclusa :

  1. Abbiamo un problema di abbandono di indifferenziata, come e’ possibile risolverlo ? Si differenzia poco , forse perche’ le tariffe del servizio sono tra le piu’ alte d’ Italia ? non potremmo incentivare la differenziata con un abbassamento delle tariffe per i piu’ virtuosi ?
  2. Per evitare rifiuti per terra lasciati dalla movida pratese non ssarebbe il caso di approntare dei cestini per la differenziata in tutta la citta’ ?
  3. Abbandono di scarti tessili per diverse decine di tonnellate e problema di recupero perche’ classificato come rifiuto speciale .  Questo particolare punto mi sta molto a cuore ,  perche’ implica la storia di Prato e dei suoi abitanti. A Prato il riciclo del tessile e’ stato almeno per due secoli il motore dell’ economia cittadina .  I “cenciaioli” erano ad ogni porta e lavoravano gli scarti tessili , cernedoli,  per poi rivenderli in base alla composizione ed al peso.  Questa materia prima/seconda veniva usata per tessuti in lana cardata , per tessuti piu’ pregiati, ma anche per imbottitura dei materassi a molle,  per le imbottiture dei divani ed altri arredi,  per la insonorizzazione e isolamento nel campo automotive o ferroviario. Prodotti molteplici per molteplici impieghi. Non mi spiego , e questa cosa mi fa stare male , come questa mattina 50 persone dell’ amministrazione pubblica potessero essere all’ oscuro di questa tradizione pratese e come nessuno avesse la soluzione al problema scarti tessili .  La soluzione e’ insita dentro di noi , fa parte di noi  . Bastava leggere un mio articolo del 2015 per ricordare il dimenticato :  http://www.paolopastacaldi.it/scarti-tessili-tra-illeciti-e-virtuosismi/  

Capisco lo sgomento della Sara Casini  Della Manifattura di Maiano , nel vedere il poco riscontro, che il prodotto tradizionale pratese, trova nel campo dell’ isolamento termo/acustico.

Continuo a chiedermi perche’ se ci sono arrivato io a Capalle per trovare questa soluzione :

http://www.maiano.it/edilizia/recycletherm-isolante-termoacustico-in-fibre-tessili-riciclate.html 

non ci sia arrivato qualcun altro della nostra amministrazione.

Continuo a chiedermi,  perche’ ci siamo dimenticati di chi siamo e forse e’ questo, qualcosa di veramente “straordinario” .

Come riconoscere una email autentica

Spam e non solo

Dopo aver fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza il tuo computer e il tuo indirizzo email,  tramite programmi appositi ,  avrai sicuramente contribuito a ridimensionare il fenomeno di spam ma le email indesiderate, ahimè, arrivano lo stesso.

A questo punto è importante riconoscere una email buona da una cattiva così da applicare la soluzione più idonea, compresa una possibile denuncia alla polizia postale se il fenomeno continua a ripetersi con insistenza.

Adesso ti spiego come fare.
Sia che le email si trovino nella posta in arrivo, o nella casella della posta indesiderata, è bene controllarne la veridicità, soprattutto se recitano particolari richieste o inusuali titoli come oggetto.

Quando apri una email sospetta solo per controllarne il contenuto, stai atteno a non cliccare in nessuna parte del suo contenuto e a non scaricare nulla. Piuttosto segui i consigli sotto indicati.

Verifica l’indirizzo email del mittente

Per fare ciò devi tenere maggiormente in considerazione la parte successiva alla @ del mittente. Solitamente questa parte corrisponde al sito web del mittente o ad un normale dominio di un servizio di posta elettronica ad esempio @live.it oppure @gmail.com, ecc…

Questa prima verifica ti fa capire quanto è affidabile il mittente. Se la parte dopo la chiocciola corrisponde al sito web del mittente potrai fare una ricerca su internet e capire se è già stato segnalato come spam.

Tieni presente che se questa parte di dominio non corrisponde con il reale dominio del sito che si spaccia di essere, devi assolutamente diffidare. Ad esempio, tutte le email che riceverai da poste italiane avranno questo dominio: @poste.it o @posteitaliane.it e così via. Nel caso specifico, se dovessi ricevere un email da un indirizzo che come sua seconda parte ha @poste-italiane.it stai attento perché non si tratta delle vere poste italiane, quel trattino nel mezzo fa la differenza. Tanto che se vai al sito poste-italiane.it vedrai che comparirà uno spazio vuoto con degli annunci pubblicitari.

Peccato che questa prima pratica purtroppo non è del tutto attendibile perché è possibile camuffare questo campo (email mittente) vanificando gli sforzi.

Ma non ti preoccupare c’è una pratica ancora più incisiva che io definirei infallibile, ma occorre molta attenzione quindi leggi attentamente il prossimo paragrafo.

Verificare l’indirizzo link al quale si chiede di cliccare

A questo punto per essere sicuro della validità dell’email appena ricevuta non ti resta che fare un’ultima verifica.

Ci sarà sicuramente un link da cliccare. Benissimo. Non cliccarlo!
Adesso fai una cosa molto semplice, facendo attenzione a non cliccare per nessun motivo il link. Passa con la freccietta del mouse sopra il link e, senza cliccare, in basso nel browser ti comparirà l’indirizzo al quale punta. Ti renderai subito conto che è un indirizzo che poco centra con quello che stai leggendo. Ovviamente in questo link, alla stregua del procedimento già effettuato, dovrai verificarne il dominio. In questo caso il dominio completo ad esempio www.dominio.it o semplicemente dominio.it (stesso discorso vale per .com, .co, . org, ecc..) e comunque tutto ciò che viene prima del primo slash (il seguente simbolo /) partendo da sinistra.

 

Per quanto riguarda questa ultima pratica, certe volte con il solo passaggio del mouse non compare in automatico l’indirizzo del link in basso al browser. Per questo motivo, facendo molta attenzione, puoi cliccare con il destro del mouse sul link e copiare l’indirizzo link per poi incollarlo dove desideri così da vedere come è composto.
Ti consiglio di non inserirlo nella barra degli indirizzi perché per errore potresti cliccare su invio e aprire il link – e se si tratta di un virus potresti restarne vittima.

Una ulteriore raccomandazione per evitare di ricevere tonnellate di email spazzatura : fare molta attenzione alle iscrizioni sui siti . Spesso navigando ti viene richiesto una iscrizione al sito per continuare l’ operazione .

Porre molta attenzione ad iscriversi soltanto se indispensabile, perche’ molte volte i tuoi dati possono essere usati per inviarti pubblicita’ al tuo indirizzo.