abilitare l’ utente di root in Ubuntu 16.04 LTS

Questi i passi necessari per avere la possibilita’ di usare l’ utente root nel vostro Ubuntu 16.

  1. Aprire la modalita’ terminale, ci sono molteplici modi per farlo, uno e’ quello di premere contemporaneamente i tasti Ctrl+Alt+F1 ma richiede di loggarsi successivamente con il vostro utente e la propria password. Altrimenti cercate la applicazione terminale dal vostro cerca sul computer ( icona in alto a sinistra ).
  2. dal prompt si digita :  sudo passwd root e si preme invio. inseriamo la  password dell’ utente in uso e successivamente la password per la root , come richiesta , per due volte.

Adesso possiamo usare l ‘ utente root  ma soltanto da terminale.

Per avere la possibilita’ di usare l’ utente root in modialita’ grafica possiamo procedere nel seguente modo :

  1. Dal terminale acquisire le credenziali di root digitando il comando su – ed inserire la password richiesta
  2. digitare : nano /usr/share/lightdm/lightdm.conf.d/50-ubuntu.conf
  3. greeter-show-manual-login=true
  4. fare il restart del sistema operativo.

Al sucessivo login avrete la possibilita’ di scegliere con quale utente aprire la sessione di lavoro.

Puo’ succedere che avviando la sessione grafica di root, venga visualizzato un errore nel file .profile

modificando il file come nella figura sopra e’ possibile eliminare l ‘errore.

 

 

Che Aria Tira ?

 

Progetto che si propone il monitoraggio della qualita’ dell’ aria a seguito della realizzazione di una rete di centraline, autocostruite, che permetteranno di misurare , nel tempo , le polveri sottili PM2,5 PM10.

Il progetto nasce da una idea del comitato “Mamme NO Inceneritore” , di Firenze.

Alcune aziende,  professionisti, nonche’ ricercatori e medici Immunologhi hanno aderito al progetto che, per il carattere “Open Source” , puo’ essere abbracciato e ampliato in piu’ direzioni.

Nella Pratica questo si traduce in una centralina autoscostruita e programmata con componenti Arduino o Raspberry,  di un server internet che provvede alla raccolta e alla elaborazione dei dati in tempo reale, consultabili tramite i sito www.cheariatira.it.

Il gruppo attivisti di Prato, di Montemurlo, di Vernio , di Carmignano, si sono attivati per cercare adesioni per adottare una centralina, per poter costituire una vera a propria rete di punti di verifica dell’ aria .

Il prezzo per realizzare la centralina e’ variabile, in base alla soluzione hardware e software  adottata , tra 80 e 150 euro, compreso montaggio programmazione, taratura e supporto al progetto “Che aria tira?”. Se si decide per il fai da te il prezzo delle parti hardware si aggirera’ attorno ai 35 euro per una soluzione compatibile Arduino.

Per il carattere artigianale delle dette centraline dobbiamo sottolineare che non hanno garanzia, come i prodotti commerciali, e che non sono ne certificate e tantomeno omologate.

Possiamo invece garantire la vericidita’ dei risultati per il lavoro fatto dai ricercatori e professionisti del settore .

 

P. S. Ospedale di Prato : una esperienza poco piacevole

Sabato scorso son dovuto andare a P.S. dell ospedale di Prato e sono rimasto scioccato per quanto ho potuto vedere ed ascoltare. Ci sono rimasto davvero male, perché  ho sempre pensato che il pronto soccorso fosse una risorsa unica ed affidabile per coloro che hanno una emergenza, invece, entrando, nonostante sia stato subito ammesso all’ interno, il medico che doveva visitarmi si è dovuto assentare per una urgenza alle degenze,  cosi ho scoperto che il medico del P.S. deve occuparsi anche alle visite a coloro  già ricoverati.

Mi hanno fatto esami ematici ed un antidolorifico. Non so quanto ho dormito ma quando mi sono svegliato mi sono trovato un signore anziano, di fianco, che si era strappato la farfallina dei prelievi, in modo inconsapevole, e stava versando sangue dappertutto, sembrava ferito in guerra .

All’ interno della sala  dove ero in osservazione,  2 infermieri dovevano tenere sotto controllo una ventina di persone, non stabilizzate, doloranti, magari in attesa da ore e con bisogni fisiologici da espletare davanti a tutti.

Ho pensato che la privacy , la tanto sbandierata privacy, forse non vale in contesto ospedaliero, quando, un altro signore piu’ distante, interrogato dal medico faceva sapere a tutti di essere stato in sud America e di avere una forte dissenteria da alcune settimane. Un altra domanda mi e sorta spontanea: “ma se dall amazzonia il signore ha portato a casa qualche patologia infettiva, cosa poteva succedera a coloro che erano con lui nello stanzone del P.S.?

Secondo me , questo sistema di fare pronto soccorso, criticato sia dal personale che dai pazienti , non è funzionale e viola minime regole igenico-sanitarie e di riservatezza.
L’  intero sistema e’ fallimentare e non soltanto perché lo spazio è poco e la struttura dell’ edifico dislocata in maniera errata ma soprattutto perché il personale è insufficiente e le linee guida, su come portare avanti la risoluzione delle emergenze, estremamente inefficace.
Viene spontanea un altra considerazione, che  il medico di famiglia e’ sempre meno presente, difficilmente esegue visite presso i pazienti,  restando alla fine un semplice compilatore  di prescrizioni farmacologiche.
Insomma il discorso è lungo ma la considerazione ultima è che dover andare al P.S. di Prato spaventa non tanto per l’ emergenza che devi affrontare , quanto per quello che ti può succedere in una struttura (sia come edificio che come sistema di gestione) , non adeguata a gestire in maniera celere ed efficace il problema di salute presentatosi.

SCARTI TESSILI: da problema ad opportunita’

Si concretizza il lavoro svolto dal gruppo di cittadini attivi di Prato, riguardante la criticita’ rappresentata dall’ abbandono degli scarti tessili .

Nel territorio della provincia di Prato vengono spesso abbandonati residui di lavorazioni dell’ industria dell’ abbigliamento.

Gli attivisti amici di Beppe Grillo di Prato si sono interessati alla questione , memori della vocazione nel riciclo del tessuto , tradizione della industria manifatturiera pratese.

Quello che oggi viene considerato un rifiuto industriale da smaltire in discarica,puo’ essere , in realta’ , una opportunita’ di economia indistriale , come ci dimostra una azienda locale , utilizzando lo scarto tessile come matria prima per la produzione di pannelli isolanti termo-fono-assorbenti.

Il coivolgimento dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle , ha permesso di giungere ad una proposta , portata in consiglio regionale, atta ad inserire nei disciplinari degli appalti pubblici la possibilita’ di utilizzare materiale isolante e fono assorbente ,  prodotto dal riutilizzo di materiali di scarto delle lavorazioni tessili .

Nella stessa mozione vien richiesto anche di incentivare l’ acquisto dei detti prodotti termo-fono assorbenti .

Per completezza riporto di seguito i links di approfondimento sull’ argomento.

La ricerca ed il primo incontro con lazienda produttrice dei pannelli isolanti termo-acustici :

Scarti tessili: tra illeciti e virtuosismi

La partecipazione al consiglio comunale straordinario sui rifiuti:

Consigli comunali “straordinari”

La scheda informativa generale sull’ argomento (PDF):

schedaRicicloTessile

La scheda del prodotto della Manifattura Maiano (PDF):

catalog_14_RecycleTherm_Km0

La mozione presentata in consiglio regionale:

http://www.movimento5stelletoscana.it/scarti-tessili-problema-opportunita/

Documento mozione consiglio regionale:

MOZ0986

 

 

 

Aggiungi plugin WordPress ed il sito appare come una pagina bianca

Puo’ succedere che il tuo sito WordPress sparisca dopo aver installato ed avviato un plug-in .

I motivi per cui avviene questo inconveniente sono molteplici e sarebbe inutile stare qui ad elencarli , perche’ il  sito risulta irraggiungibile e tu sei nel panico.

Calma !

E’ possibile tornare con il sito perfettamente funzionante , disattivando tutti i plugins del  CMS , collegandosi al server che contiene i vostri scripts WordPress tramite FTP.

Una volta collegati e’ possibile cambiare il nome alla cartella plugins che si trova in :

CartellaContenenteWordPress/wp-content/

Rinominare plugins in pluginsOld

Fare un refresh del pannello di amministrazione WordPress,  che tornera’ di nuovo visibile .

Con FTP rinominare la cartella pluginsOld in plugins

Accedendo alla sezione Plugin , nel pannello amministrazione , si nota che tutti i plugins presenti sono disattivati .

Disinstallare il codice incriminato e attivare i plugins verificati funzionanti.

Ecco Fatto !

Attenzione !! Conviene indagare sul motivo per il quale il plug-in installato non e’ compatibile con  WordPress , per evitare altre spiacevoli sorprese.

 

Consigli comunali “straordinari”

Questa mattina ho partecipato al consiglio comunale straordinario, del comune di Prato, dove veniva trattato il tema dei rifiuti.

Giornata caldissima, da un punto di vista climatico, quella di questo incontro.

Si apre la seduta con una introduzione del Presidente Ilaria Santi . Si dice fosse necessario un consiglio straordinario per trattare questo delicato “problema” . Presenti i componenti della direzione di ALIA , la nuova societa’ di gestione dei rifiuti .

Interventi di minoranza e maggioranza che evidenziano alcune eccellenze ed altre criticita’ del sistema gestionale.

Mi sembra di vivere in un sogno, anzi direi incubo, per la totale mancanza di preparazione all’ argomento , da parte di tutti. Mi chiedo come sia possibile sapere di questa udienza una settimana prima ed arrivare a questo incontro impreparati .

Dopo una decina di interventi, sembra quasi che la situazione pratese non sia cosi critica da rendere necessario un consiglio straordinario. Allora mi viene da chiedermi il perche’ di questa giornata .  Si potrebbe ipotizzare per i saluti prima delle vacanze,  un gettone di presenza aggiuntivo, una presentazione della nuova societa’ ALIA o rassicurare i cittadini che l 1 di Agosto ancora si lavora ?

Non saprei , rimango sgomento a guardare il soffitto , mentre il dirigente di ALIA annuncia candidamente che questa societa’ e’ , si , una societa’ ad ampia partecipazione pubblica, ma essendo una SPA , per sua natura pensa alla competitivita’ , ad essere sul mercato e quindi di puntare ad un profitto, aggiungo io. Il servizio al cittadino viene in seconda battuta, quando si e’ spiegato come siamo arrivati a questa composizione societaria e la possibile quotazione in borsa.

Dell’ intervento del sindaco non ricordo un granche’ , qualche parola come ; Sindaco di Firenze, Impegno, Controllo. Ma dal fatto che gli applausi non mi abbiano risvegliato dal coma catarsico in cui versavo, non penso sia stato particolarmente apprezzato.

Sono ancora seduto, imbambolato, quando il commesso del comune viene a chiedermi di uscire,  invitandomi a ripresentarmi verso le 14,30 per la continuazione del consiglio.

Sinceramente non me la sono sentita di togliere ancora del tempo al mio lavoro e decido mestamente di tornarmene in ufficio .

Durante il tragitto pero’ mi sono venute in mente diverse considerazioni, in merito alla mattinata appena conclusa :

  1. Abbiamo un problema di abbandono di indifferenziata, come e’ possibile risolverlo ? Si differenzia poco , forse perche’ le tariffe del servizio sono tra le piu’ alte d’ Italia ? non potremmo incentivare la differenziata con un abbassamento delle tariffe per i piu’ virtuosi ?
  2. Per evitare rifiuti per terra lasciati dalla movida pratese non ssarebbe il caso di approntare dei cestini per la differenziata in tutta la citta’ ?
  3. Abbandono di scarti tessili per diverse decine di tonnellate e problema di recupero perche’ classificato come rifiuto speciale .  Questo particolare punto mi sta molto a cuore ,  perche’ implica la storia di Prato e dei suoi abitanti. A Prato il riciclo del tessile e’ stato almeno per due secoli il motore dell’ economia cittadina .  I “cenciaioli” erano ad ogni porta e lavoravano gli scarti tessili , cernedoli,  per poi rivenderli in base alla composizione ed al peso.  Questa materia prima/seconda veniva usata per tessuti in lana cardata , per tessuti piu’ pregiati, ma anche per imbottitura dei materassi a molle,  per le imbottiture dei divani ed altri arredi,  per la insonorizzazione e isolamento nel campo automotive o ferroviario. Prodotti molteplici per molteplici impieghi. Non mi spiego , e questa cosa mi fa stare male , come questa mattina 50 persone dell’ amministrazione pubblica potessero essere all’ oscuro di questa tradizione pratese e come nessuno avesse la soluzione al problema scarti tessili .  La soluzione e’ insita dentro di noi , fa parte di noi  . Bastava leggere un mio articolo del 2015 per ricordare il dimenticato :  http://www.paolopastacaldi.it/scarti-tessili-tra-illeciti-e-virtuosismi/  

Capisco lo sgomento della Sara Casini  Della Manifattura di Maiano , nel vedere il poco riscontro, che il prodotto tradizionale pratese, trova nel campo dell’ isolamento termo/acustico.

Continuo a chiedermi perche’ se ci sono arrivato io a Capalle per trovare questa soluzione :

http://www.maiano.it/edilizia/recycletherm-isolante-termoacustico-in-fibre-tessili-riciclate.html 

non ci sia arrivato qualcun altro della nostra amministrazione.

Continuo a chiedermi,  perche’ ci siamo dimenticati di chi siamo e forse e’ questo, qualcosa di veramente “straordinario” .

Come riconoscere una email autentica

Spam e non solo

Dopo aver fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza il tuo computer e il tuo indirizzo email,  tramite programmi appositi ,  avrai sicuramente contribuito a ridimensionare il fenomeno di spam ma le email indesiderate, ahimè, arrivano lo stesso.

A questo punto è importante riconoscere una email buona da una cattiva così da applicare la soluzione più idonea, compresa una possibile denuncia alla polizia postale se il fenomeno continua a ripetersi con insistenza.

Adesso ti spiego come fare.
Sia che le email si trovino nella posta in arrivo, o nella casella della posta indesiderata, è bene controllarne la veridicità, soprattutto se recitano particolari richieste o inusuali titoli come oggetto.

Quando apri una email sospetta solo per controllarne il contenuto, stai atteno a non cliccare in nessuna parte del suo contenuto e a non scaricare nulla. Piuttosto segui i consigli sotto indicati.

Verifica l’indirizzo email del mittente

Per fare ciò devi tenere maggiormente in considerazione la parte successiva alla @ del mittente. Solitamente questa parte corrisponde al sito web del mittente o ad un normale dominio di un servizio di posta elettronica ad esempio @live.it oppure @gmail.com, ecc…

Questa prima verifica ti fa capire quanto è affidabile il mittente. Se la parte dopo la chiocciola corrisponde al sito web del mittente potrai fare una ricerca su internet e capire se è già stato segnalato come spam.

Tieni presente che se questa parte di dominio non corrisponde con il reale dominio del sito che si spaccia di essere, devi assolutamente diffidare. Ad esempio, tutte le email che riceverai da poste italiane avranno questo dominio: @poste.it o @posteitaliane.it e così via. Nel caso specifico, se dovessi ricevere un email da un indirizzo che come sua seconda parte ha @poste-italiane.it stai attento perché non si tratta delle vere poste italiane, quel trattino nel mezzo fa la differenza. Tanto che se vai al sito poste-italiane.it vedrai che comparirà uno spazio vuoto con degli annunci pubblicitari.

Peccato che questa prima pratica purtroppo non è del tutto attendibile perché è possibile camuffare questo campo (email mittente) vanificando gli sforzi.

Ma non ti preoccupare c’è una pratica ancora più incisiva che io definirei infallibile, ma occorre molta attenzione quindi leggi attentamente il prossimo paragrafo.

Verificare l’indirizzo link al quale si chiede di cliccare

A questo punto per essere sicuro della validità dell’email appena ricevuta non ti resta che fare un’ultima verifica.

Ci sarà sicuramente un link da cliccare. Benissimo. Non cliccarlo!
Adesso fai una cosa molto semplice, facendo attenzione a non cliccare per nessun motivo il link. Passa con la freccietta del mouse sopra il link e, senza cliccare, in basso nel browser ti comparirà l’indirizzo al quale punta. Ti renderai subito conto che è un indirizzo che poco centra con quello che stai leggendo. Ovviamente in questo link, alla stregua del procedimento già effettuato, dovrai verificarne il dominio. In questo caso il dominio completo ad esempio www.dominio.it o semplicemente dominio.it (stesso discorso vale per .com, .co, . org, ecc..) e comunque tutto ciò che viene prima del primo slash (il seguente simbolo /) partendo da sinistra.

 

Per quanto riguarda questa ultima pratica, certe volte con il solo passaggio del mouse non compare in automatico l’indirizzo del link in basso al browser. Per questo motivo, facendo molta attenzione, puoi cliccare con il destro del mouse sul link e copiare l’indirizzo link per poi incollarlo dove desideri così da vedere come è composto.
Ti consiglio di non inserirlo nella barra degli indirizzi perché per errore potresti cliccare su invio e aprire il link – e se si tratta di un virus potresti restarne vittima.

Una ulteriore raccomandazione per evitare di ricevere tonnellate di email spazzatura : fare molta attenzione alle iscrizioni sui siti . Spesso navigando ti viene richiesto una iscrizione al sito per continuare l’ operazione .

Porre molta attenzione ad iscriversi soltanto se indispensabile, perche’ molte volte i tuoi dati possono essere usati per inviarti pubblicita’ al tuo indirizzo.

 

 

Variare la risoluzione video in CentOS 7

 

Installare le distribuzioni Linux ormai non e’ piu’ un gran problema. In alcuni casi , pero’ , ci sono situazioni che possono farti sprecare del tempo prezioso.

Durante l’ installazione di una distribuzione CentOS 7 su un server Fujitsu-Siemens un po’ datato ,  lanciando l x-server,  mi sono ritrovato con una risoluzione video ridicola:  640×480.

Entro nel System Setting grafico e trovo Display e Monitor . Ci clicco sopra ma la finestra che si apre non mi da nessun parametro impostabile .

Dal terminale con il comando seguente e’ possibile individuare Hardware presente :

lspci -v -s `lspci | awk ‘/VGA/{print $1}’`

 

Visto trattavasi di un controller VGA Matrox G200,  uno dei piu’ diffusi anni addietro,  pensavo di trovare molta documantazione in merito.  Invece niente di specifico e soprattutto molte soluzioni arrangiate .

In realta’ leggendo il log del server x collocato in :

/var/log/Xorg.0.log

 

ho trovato informazioni sulle possibili risoluzioni con il controller VGA:

[ 6119.886] (II) modeset(0): EDID vendor “BNQ”, prod id 30299
[ 6119.886] (II) modeset(0): Using hsync ranges from config file
[ 6119.886] (II) modeset(0): Using vrefresh ranges from config file
[ 6119.886] (II) modeset(0): Printing DDC gathered Modelines:
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1280×1024″x0.0 108.00 1280 1328 1440 1688 1024 1025 1028 1066 +hsync +vsync (64.0
kHz eP)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “640×350″x0.0 25.17 640 656 752 800 350 387 389 449 +hsync -vsync (31.5 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “800×600″x0.0 40.00 800 840 968 1056 600 601 605 628 +hsync +vsync (37.9 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “640×480″x0.0 31.50 640 656 720 840 480 481 484 500 -hsync -vsync (37.5 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “640×480″x0.0 31.50 640 664 704 832 480 489 492 520 -hsync -vsync (37.9 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “640×480″x0.0 30.24 640 704 768 864 480 483 486 525 -hsync -vsync (35.0 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “640×480″x0.0 25.18 640 656 752 800 480 490 492 525 -hsync -vsync (31.5 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “720×400″x0.0 28.32 720 738 846 900 400 412 414 449 -hsync +vsync (31.5 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1280×1024″x0.0 135.00 1280 1296 1440 1688 1024 1025 1028 1066 +hsync +vsync (80.0
kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1024×768″x0.0 78.75 1024 1040 1136 1312 768 769 772 800 +hsync +vsync (60.0 kHz e
)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1024×768″x0.0 75.00 1024 1048 1184 1328 768 771 777 806 -hsync -vsync (56.5 kHz e
)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1024×768″x0.0 65.00 1024 1048 1184 1344 768 771 777 806 -hsync -vsync (48.4 kHz e
)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “832×624″x0.0 57.28 832 864 928 1152 624 625 628 667 -hsync -vsync (49.7 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “800×600″x0.0 49.50 800 816 896 1056 600 601 604 625 +hsync +vsync (46.9 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “800×600″x0.0 50.00 800 856 976 1040 600 637 643 666 +hsync +vsync (48.1 kHz e)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1152×864″x0.0 108.00 1152 1216 1344 1600 864 865 868 900 +hsync +vsync (67.5 kHz e
)
[ 6119.886] (II) modeset(0): Modeline “1280×1024″x72.0 132.75 1280 1368 1504 1728 1024 1025 1028 1067 -hsync +vsync (76.8
kHz e)

 

Ho creato file 10-monitor.conf nella cartella :

/etc/X11/xorg.conf.d/

 

all’ interno del quale ho inserito le seguenti linee ricavate delle informazioni del file di log descritto sopra:

Section “Monitor”
Identifier “VGA-0”
Modeline “1024×768” 65.00 1024 1048 1184 1344 768 771 777 806 -hsync -vsync
EndSection

 

Salvato le modifice apportate sono uscito dalla sessione X e l’ ho  fatta ripartire da terminale con il comando :

startx

 

e tutto ha funzionato perfettamente .

 

 

Democrazia: un optional ?

Ieri e’ successo un fatto che reputo molto grave .

Il governo italiano ha emanato un decreto legge riassunto nel modo seguente sul sito del ministero della salute:

1) Vengono dichiarate obbligatorie per legge, secondo le indicazioni del Calendario allegato al Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente (età 0-16 anni) e in riferimento alla coorte di appartenenza, le vaccinazioni di seguito indicate:

a)     anti-poliomelitica;

b)     anti-difterica;

c)     anti-tetanica;

d)    anti-epatite B;

e)      anti-pertosse;

f)       anti Haemophilusinfluenzae tipo B;

g)    anti-meningococcica B;

h)    anti-meningococcica C;

i)       anti-morbillo;

j)       anti-rosolia;

k)     anti-parotite;

l)       anti-varicella.

2) Tali vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

3) In caso di violazione dell’obbligo vaccinale ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 7.500,00. Le sanzioni vengono irrogate dalle Aziende Sanitarie.

4) Anche nella scuola dell’obbligo, il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla ASL competente la presenza a scuola di minori non vaccinati. La mancata segnalazione può integrare il reato di omissione di atti d’ufficio punito dall’art. 328 c.p.

5) Il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale.

6) Non possono essere iscritti agli asili nido ed alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che non abbiano fatto le vaccinazioni obbligatorie. In tal caso, il dirigente scolastico segnala, entro 5 giorni, alla Azienda sanitaria competente il nominativo del bambino affinché si adempia all’obbligo vaccinale.

7) Anche nella scuola dell’obbligo, i minori che non sono vaccinabili per ragioni di salute sono di norma inseriti dal dirigente scolastico in classi nelle quali non sono presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati.

8) Se un bambino ha già avuto le patologie indicate deve farsi attestare tale circostanza dal medico curante che potrà anche disporre le analisi del sangue per accertare che abbia sviluppato gli anticorpi.

9) A decorrere dal 1° giugno 2017 il Ministero della salute avvia una campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni per la tutela della salute.  Nell’ambito della campagna, il Ministero della salute e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca promuovono, dall’anno scolastico 2017/2018, iniziative di formazione del personale docente ed educativo e di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori.

10) Le misure del decreto entrano in vigore dal prossimo anno scolastico.

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_4_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=salastampa&p=comunicatistampa&id=4895

Quindi il governo cerca di sostituirsi al genitore nella cura dei figli , perche’ per legge un genitore non puo’ decidere a quali e a quanti vaccini puo’ sottoporre la propria prole.

Ma i vaccini non erano per debellare malattie molto pericolose per la vita di una persona ?

I miei figli,  ed anche io a suo tempo,  abbiamo contratto , morbillo, varicella, rosolia e pertosse e non ci e’ mai stato detto che erano malattie che potevano mettere in serio pericolo la nostra vita e nemmeno quella di chi avevamo vicino.  Infatti eccoci qua, per adesso, vivi e vegeti.

Pediatri e medici, del passato, catalogavano molte di queste patologiae come “malattie dei bambini” ed era perfettamente normale contrarre la malattia, passare del tempo a casa e tornare in forma con in piu’ gli anticorpi sviluppati in quel periodo.

Dunque perche’ questo allarmissmo e questo decreto legge ?

I ceppi di queste infezioni sono piu’ aggressivi ?

Mi sono fatto un giro in rete ed in particolare su questo sito

http://www.epicentro.iss.it

Mentre per molte malattie si trovano dati statistici decennali o quinquennali, per il morbillo la cosa si complica e non sono riuscito a trovare una tabella riepilogativa dell’ incidenza di qesta patologia nell’ arco superiore ai 4 mesi .

Perche’ ?

Un altro link che riporta statistiche sul Morbillo e’ il seguente  :

http://www.vacciniinforma.it/2014/10/28/morbillodati-e-statistiche-ufficiali/1497

In questa pagina si trova anche un link al sito istituzionale www.epicentro.iss.it dove si si dovrebbero trovare i dati ufficiali , ma il caso vuole che il link non funzioni . Caso o cancellazione di dati ?

Comunque su vacciniinforma.it sembra che non ci sia un allarme per quanto riguarda epidemie e/o pandemie di morbillo.

Sotto invece una iconografia  dei casi di morbillo dall’ inizio del 2017 ad oggi ( Fonte ISS) :

Measles_WeeklyReport_N8

Da un rapido calcolo si evince che :

2.395 casi da gennaio a maggio

divisi  per 20 regioni  e successivamente divisi per 4 mesi da all’ incirca

30 casi al mese per regione .

Anche alla luce di questi dati la domanda resta ancora senza risposta

Perche’ il governo minaccia noi genitori , per farci vaccinare i nostri figli a tutti i costi ?

Questo provvedimento assomiglia molto ad alcune leggi emanate dalle passate dittature in tutto il mondo e decreta che nel nostro paese la democrazia e’ un optional .

Intanto una petizione a sostegno del codacons contro il decreto legge sui vaccini e’ possibile firmarla qui :

https://www.change.org/p/raccolta-firme-a-sostegno-del-codacons-contro-il-decreto-legge-sui-vaccini

Chiaramente i vaccini sono stati un grande passo avanti nella guerra alle malattie , e continuano ad essere , insieme a buone norme igeniche e sana alimentazione, uno dei pilastri del vivere bene.

Ma abusare anche di una medicina puo’ recare danni irreparabili per cui occhio !

Paolo Pastacaldi

Interporto: sogno o incubo ?

Mi trovo a scrivere, e non con poca riluttanza, ancora sull’ interporto della Toscana centrale. Infatti mercoledi scorso ho partecipato all’ incontro organizzato dal comune di Prato, per la presentazione dell’ ampliamento della struttura. Alla serata relazionavano l’ assessore Valerio Barberis e il nuovo presidente della societa’ Interporto S.p.a. Nonostante la serata afosa la partecipazione dei cittadini e’ stata buona, soprattutto persone che abitano nella zona e che lamentavano problemi di viabilita’, di accessibilita’ e di degrado. C’e’ da ribadire con forza la presenza nell’ area del sito archeologico piu’ grande mai rinvenuto, di una citta’ etrusca. Questo fa discutere da decenni e che da decenni si cerca di sminuire di importanza, mentre i reperti rinvenuti nell’ area vengono esposti in diversi musei per mostre riguardanti i nostri antenati. Ma torniamo un attimo alla serata. Il buon Valerio Barebris ci ha illustrato come creare nuove aree di parcheggio e nuovi capannoni a basso impatto ambientale e come integrarli con aree pubbliche per la valorizzazione del territorio e la fruibilita’ della cittadinanza. Nuove aree a verde, nuove ciclabili, nuovi spazi per permettere ai cittadini di muoversi tra la parte nord e quella sud dell’ interporto stesso, che al momento spacca in due la piana tra La Querce e Gonfienti. Una domanda e’ nata spontanea visto il difficile, se mai avvenuto, decollo della struttura ( circa 25 milioni di il passivo di bilancio nel 2014 ): “Ma questo nuovo investimento a cosa servira’ ?” . Ebbene, il neo presidente ammette che l’ intermodalita’ delle merci nel nodo pratese non e’ ad oggi possibile e che l’ economia cittadina non e’ certo florida come decenni orsono, che l’ Italia fino ad oggi non ha mostrato interesse nel trasporto di beni per via ferroviaria, che attualmente gli operatori di logistica trovano piu’ conveniente il trasporto via strada. Quindi ricapitolando, sembra che l’ investimento venga fatto guardando al futuro nel quale, si spera, l’ Italia riveda il suo modo di traportare merci e beni. Infatti per usare la grande piattaforma ferroviaria del nostro interporto ( 600 mt. di banchina, la piu’ grande d’ Italia ), il tratto ferroviario tra Prato e Bologna dovrebbe abbassare la sede di circa due metri e i porti di La Spezia e Livorno dovrebbero destinare ogni transito tramite Prato. Allora io ritorno al sito archeologico, forse sono un po’ fissato, e mi chiedo se non fosse possibile guardare ad un rilancio della struttura tramite un turismo culturale anziche’ il trasporto intermodale, perche’ credo sia piu’ fattibile uno scavo , se pur grande , nella zona di Gonfienti che non l’ abbassamento di una massicciata ferroviaria sulla linea Prato Bologna.

Il progetto nel dettaglio dal sito del comune di Prato

 

P.S. Nei prossimi 30 giorni e’ possibile presentare, al comune, osservazioni che riguardano questa modifica all’ area dell’ interporto. Possono farlo tutti , singoli cittadini , associazioni , formazioni politiche .

MUOVIAMOCI
mappainterporto