L’ essere artista e provarci

opera d' arte ?

Per alcune settimane prima delle feste natalizie si e’ fatto un gran parlare di alcuni scarti depositati in piazza del Pesce a Prato. Questa doveva essere una installazione, in divenire, di un giovane pratese, Jacopo Buono.

Ho aspettato ad esprimere una mia opinione in merito, fino all’ implosione che testimonia la massima espressione artistica dell’ opera.

L’ arte e’ tale quando ti regala emozione, commozione, gioia e felicita’. non importa che sia per un attimo o per sempre. Se, nell’ approccio con un’ opera, mancano queste emozioni e questi sentimenti non parliamo di arte.

Io ho sperato che nel suo divenire, questa opera, mi regalasse qualcosa, cosi’ non e’ stato.

Siamo di fronte ad un ragazzo che ci ha provato ma oltre alla confusione mediatica non ha saputo regalare niente.

L’ ospedale di Prato ed il parco fantasma

Parte da lontano la storia del Parco fantasma nei terreni dell’ ex cantiere del nuovo ospedale S. Stefano di Prato.

Tutto inizia dopo la inaugurazione del nosocomio pratese nel Settembre del 2013.

A luglio dell’ anno successivo l’ area dell’ ex-cantiere, si presenta come una discarica a cielo aperto dove giacciono, abbandonati, materiali usati per la costruzione.

ex cantiere ospedale
Come si presentava l’ ex cantiere del S. Stefano a luglio del 2014.

Il fatto viene denunciato ai media, come riportato nei links sotto, e l’ area venne “ripulita” nei mesi successivi.

Il tirreno

TV Prato

Tutto sembra risolto ed invece qualcosa ancora non era chiara. Infatti durante la presentazione del progetto del nuovo ospedale i responsabili della regione hanno dichiarato che, al posto del cantiere dismesso, sarebbe sorto un parco pubblico. A rafforzare tale  ipotesi l’ impianto di alcuni giovani alberi nel terreno in oggetto.

Ma a Giugno 2015 il parco non e’ ancora terminato per cui, io ed altri componenti del Meetup di Prato, pubblichiamo un video dove vengono poste alcune domande sulla destinazione dell’ area ex cantiere.

Video del Meetup Pratese

il video si diffonde sui diversi media locali :

Il tirreno

TV Prato

La risposta del responsabile della ASL4 lascia molte perplessita’ , perche’ addirittura si afferma che l’ area non e’ competenza della ASL stessa.

Indagando , invece, risulta che l’ area e’  di proprieta’ della ASL4 e la vicepresidente della regione Toscana, Stefania Saccardi, assicura al nostro consigliere, Andrea Quartini , che la regione sta pagando la manutenzione a verde di quel terreno.

A questo punto e’ d’ obbligo riportare alcune foto fatte in tempi successivi a testimonianza che :

  • l’ area si trova ancora in stato di semi abbandono.
  • l’ assestamento del terreno porta alla luce molti detriti e materiali che non dovrebbero piu’ stare in quel terreno .
  • Se la regione sta pagando per la manutenzione del verde, conosce le reali condizioni dell’ area ?

Insomma sorge il dubbio che parte dei materiali dell’ ex-cantiere non siano stati rimossi , ma siano invece, stati cosparsi ed interrati nell’ area stessa.

Tombino abbandonato Forassiti tubi

lampione cemento manufatto cemento

scarti edili panoramica piano in cemento

Al lettore le considerazioni del caso

 

 

L’ acqua ? Siamo noi

Il nostro corpo e’ formato per piu’ del 70% da acqua, nel caso dei bambini fino all’ 80% .

La risorsa dalla quale dipende principalmente la nostra vita e’ dunque questo elemento .

acqua pulita

Quindi risulta che l’acqua e’ il bene piu’ prezioso e dovrebbe essere salvaguardato e distribuito a tutti gratuitamente , come sancito dal responso referendario del 2011.

La societa’ che gestisce questa risorsa dovrebbe essere pubblica e garante della qualita’ della nostra “fonte” di vita .

Ma e’ proprio cosi ?

In realta’ non e’ cosi: la Publiacqua e’ una azienda a partecipazione pubblica ( i comuni toscani ) ma di fatto una s.p.a. . Come  in ogni societa’ privata il  primo obiettivo e’ quello di fare soldi e viene conseguito in ogni modo possibile.

Uno di questi sistemi riguarda il risparmio sulla manutenzione e risrutturazione della rete di distribuzione .

Infatti ogni estate assistiamo a continue perdite degl’ impianti , visibili in tutto il territorio comunale , dovute al cambio di pressione per il maggiore consumo diurno rispetto a quello notturno.

Il meccanismo, spiegato bene da un tecnico delle acque, non avrebbe nessun problema se le tubature non fossero datate ( dai 20 ai 35 anni) ma incontrollabile vista l’ attuale situazione.

L’ aspetto piu’ nefasto, dell’ anzianita’ della rete,  e’ quello legato alla presenza di diverse tubature in cemento amianto e eternit presenti sul territorio pratese.

Infatti con il passare del tempo , e le  continue rotture dei tubi , le fibre di questa letale sostanza inquinano ed ammalano la nostra acqua ammalando, conseguentemente, anche il nostro corpo .

Qualcuno dice che non ci sono limiti di legge sulla quantita’ di fibre di amianto nell’ acqua . a queste persone vorrei ricordare che lo IARC , organismo dell’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ dichiara l amianto cancerogeno a prescindere dalla quantita’ .

Riporto il .pdf del documento ufficiale dove si afferma la nocivita’ sia per inalazione che per ingestione .

IARC Asbestos Page 224 & 225 Short Report

Qualcun altro potrebbe comunque obiettare dicendo di non bere acqua dell’ acquedotto,

Io vorrei ricordare che per cucinare , lavare gli indumenti che indossiamo e detergere il nostro corpo usiamo un’ acqua che lascia residui invisibili di amianto, a quel punto volatili ed inalabili.

Prato tubature in amianto

Per completezza riporto la mappa di Prato, e zone limitrofe, dove sono segnate in VERDE la tubature in cemento/amianto ed in Rosso quelle in Eternit, presenti attualmente nella rete idrica cittadina.

Segnalo anche una direttiva europea , la 2000/60/CE , che potrebbe far pagare al nostro comune , quindi a noi, sanzioni pesanti riguardo alla qualita’ dell’ acqua presente sul territorio.