La via degli Dei in E-Bike

Qualche notizia su questa avventura che ti porta a percorrere il tragitto che divide Piazza Maggiore a Bologna da Piazza della Signoria a Firenze.

Impossibile descrivere le emozioni ed i sentimenti smossi durante questi due giorni fuori dall’ ordinario. dico soltanto preparatevi fisicamente e fate la via degli Degli dei.

Soltanto vivendo questa esperienza incontrerete la ricchezza concessavi da luoghi e persone meravigliose.

Quindi vi propongo questi due video fatti da me e se dopo avrete la voglia di provarci vi scrivo qualche consiglio.

I consigli sono:

  • Non partite senza una adeguata preparazione fisica , non e’ una passeggiata di pochi chilometri
  • Non partite senza un minimo di esperienza su i percorsi fuoristrada, non e’ una pista ciclabile
  • Accertatevi che le condizioni meteo siano favorevoli, partire sapendo che saranno giorni di pioggia intensa equivale ad andare in cerca di guai
  • Procurarsi una mappa ed una credenziale da timbrare durante il percorso.
  • Viaggiate leggeri, portate il minimo indispensabile perche’ spingere, eventualmente , una bici con 15 chilogrammi sulle spalle non e’ cosa semplice .
  • Non vi peritate a chiedere informazioni , coloro che incontrerete saranno ben contenti di potervi aiutare.
  • Programmate un tour di almeno tre giorni, si puo’ fare in due ma una volta a casa rimpiangerete di non esservi soffermati in certi luoghi.
  • Indispensabile una borraccia d’ acqua e qualche barretta energetica.
  • Meglio farsi accompagnare da qualcuno che conosce il tracciato per evitare lunghe perdite di tempo in consultazioni geografiche

E adesso a voi …

Pedalando la piana dell’ Ombrone

Percorso storico naturalistico

Questo percorso storico naturalistico si snoda tra il parco delle cascine di Tavola (PO), la fattoria Medicea della villa del Poggio a Caiano e l’ oasi naturalistica della Querciola (PT) . All’ interno della Querciola e’ possibile visitare il museo agricolo “La casa di Zola”, una casa colonica dedicata alla raccolta degli strumenti di lavoro piu’ poveri dell’ agricoltura e del commercio dai primi del ‘900. Lungo il tracciato, all’ interno dell’ oasi, molti punti di osservazione permettono di ammirare specie di uccelli palustri ed altre autoctone di animali in liberta’. All’ interno del parco delle cascine di Tavola si trovano le strutture medicee, ponti e canali risalenti al rinascimento, restaurate di recente.

La facciata del Museo “La casa di Zola”

L’ itinerario , di circa 20Km , e’ percorribile in Mountain-bike muscolare o elettrica a pedalata assistita ed ha circa 50Mt di dislivello complessivo, in pratica si pedala un pianura tra prati , boschetti e vivai piante. La lunghezza complessiva e’ di circa 20Km e non ci sono difficolta’ per nessun livello di bikers, dal principiante in su.

Vista del Montalbano

Si consiglia di portare una zainetto con bottiglia di acqua e qualche snack.

Lunghezza : 20 Km circa.

Dislivello : 50 mt. circa.

Difficolta’ : facile.

Attrezzatura : e’ obbligatorio l’ uso del casco, guanti ed occhiali .

Uno dei laghi della Querciola

Per maggiori informazioni : pasta@ctsdff.it o ebike@valentinimoto.it

Percorso del tour

Accompagnatore Mountain-Bike CSEN

RELAX, NATURA E SILENZIO TRA I COLLI DELLA PIANA DI FIRENZE, PRATO E PISTOIA .

Sono accompagnatore certificato CSEN per tours in mountain-bike .

Abbiamo studiato Itinerari per scoprire le bellezze dell’ alta Toscana , in particolare i colli e la piana tra i capoluoghi di Firenze, Prato e Pistoia.

Uscite di due, tre, quattro ore o della durata dell’ intera giornata.

A PARTIRE DA € 70,00

Possibilita’ di noleggiare biciclette elettriche a pedalata assistita previa richiesta

Per maggiori informazioni scrivi a :

ebike@valentinimoto.it

pasta@ctsdff.it

P.S. : Per la sicurezza personale ricordo l’ obbligo di indossare caschetto, occhiali e guanti, per tutti i partecipanti ai tours.

Le radure della fattoria di Javello
Prato vista da casa Bastoni
I boschetti del Montalbano

5G : tutti ne parlano nessuno lo conosce

Inizia la sperimentazione della nuova tecnologia per la trasmissione dati denominata 5G.

Tutti parlano della enorme potenzialita’ per l’ invio della grandissima mole di dati tramite il 5G e di come si trasformera’ la nostra vita.

In realta’  sono pochi coloro che ne hanno analizzato le caratteristiche tecniche di funzionamento .

Visto che la citta’ di Prato , dove abito, e’ una delle 5 citta’ italiane  sperimentatrici questa nuova tecnologia, mi sono mosso per riuscire a capire un po’ di piu’ su cosa e’ il 5G e come funziona.

Il mio lavoro e la mia specializzazione scolastica in radiocomunicazioni ha poi incentivato la mia ricerca.

Ma parliamo di 5G :

Il 5G e’ non e’ soltanto un ulteriore sviluppo delle tecnologie di trasmissione telefonica denominate 3G e 4G ma un progetto molto piu’ vasto che comprende una riassegnazione delle frequenze di trasmissione radio attualmente in uso alle emittenti televisive , un cablaggio strutturato di rete in fibra ottica ed l’ uso di radiofrequenze che superano i 20GHz.

Iniziamo a parlare di cablaggio fibra ottica di ultima generazione; questa puo’ raggiungere elevate quantita’ di dati trasmessi, permettendo il controllo in tempo reale di molti apparati domestici ed industriali ( dalla casa intelligente alla industria 4.0 ) . Questo sviluppo permette di aumentare la capacita’ produttiva di ogni singolo dispositivo con un controllo del suo operato immediato anche da posizioni molto distanti dal luogo dove il dispositivo stesso opera. Gli apparati non mobili possono essere collegati direttamente alla fibra garantendo un vero controllo su di essi.

La riassegnazione delle frequenze radio-televisive serve a dare maggior spazio alle comunicazioni telefoniche via etere ( Cellulari ) implementando canali funzionanti all’ interno delle bande di frequenza gia’ in uso. Ricordo che al momento il 2G , 3G e 4G lavorano dagli 800 Mhz ai 2,6 Ghz .

La novita’ assoluta di questa nuova proposta tecnologica e’ la trasmissione dati a frequenze superiori ai 20Ghz.  Ogni canale di trasmissione e’ molto piu’ ampio degli attuali permettendo il controllo , in tempo reale, di dispositivi mobili. Per dispositivi mobili possiamo intendere auto, treni, tram, droni, robot, apparecchi elettromedicali, apparecchi di monitoraggio aria e tanto altro. L’ utilizzo di queste frequenze e’ di derivazione aero-spaziale e sono usate per poter comunicare con dspositivi posti oltre l’ atmosfera terrestre. Questo perche’ non tutte le onde elettromagnetiche superano lo schermo della nostra atmosfera . Soltanto frequenze con lunghezza d’ onda piccola o molto piccola sono in grado di “bucare” la nostra atmosfera, che oltre a farci respirare ci garantisce protezione da molte radiazioni presenti nello spazio.

Quindi tutto bene abbiamo una tecnologia che ci garantisce pieno controllo su tutto quello che ci succede intorno … ebbene, non e’ così .

Dopo la scoperta della radio , cioe’ dall’ epoca di Marconi ed un uso sempre maggiore di questa tecnologia, sono cominciati degli studi per capire come le onde elettromagnetiche interagissero con l’ ambiente circostante e con gli abitanti di questo ambiente. Questi studi ci hanno portato a comprendere delle cose importanti :

  1.  Che era possibile trasmettere informazioni molto lontano usando frequenze basse ( per basse si intende dai 30Khz ai 30Mhz ) e potenze di trasmissione abbastanza limitate ( 5-50 W ), sfruttando l’ effetto rimbalzo sulla nostra atmosfera.
  2. Che aumentando la frequenza di trasmissione potevamo sfruttare canali piu’ fedeli e con meno errori di intelleggibilita’ dell’ informazioni.
  3. Che frequenze piu’ alte non permettevano di superare ostacoli fisici ( montagne, case, alberi, etc )
  4. Che aumentando la potenza di trasmissione era possibile migliorare la intellegibilita’ delle informazioni ma uomini ed animali, nelle immediate vicinanze delle emittenti , ne risentivano fisicamente dopo una prolungata esposizione.
  5. Che aumentare la frequenza di trasmissione, a parita’ di potenza erogata, faceva insorgere , nuovamente, problemi fisici ad uomini ed animali nelle vicinanze della sorgente di emissione.
  6. Che frequenze particolari ( intorno ai 2.45 GHz ) permettevano la cottura di cibi dal loro interno ( Forno a Micronde )

Quindi siamo consapevoli, ormai da decenni, che la esposizione alle radio frequenze e’ nociva tanto piu’ alta e’ la potenza di emissione e tanto piu’ e’ alta la frequenza di trasmissione. In realta’ non e’ la frequenza ad essere nociva ma la lunghezza d’onda che e’ inversamente proporzionale alla frequenza stessa. Comunque visto il legame stretto tra frequenza e lunghezza d’ onda possiamo affermare che frequenze piu’ alte sono piu’ dannose di frequenze piu’ basse a parita’ di potenza di emissione.

Un’ ultima considerazione riguardo ai punti elencati sopra, molto importante, sulla distanza tra la fonte di emissione ed i soggetti esposti : la potenza che investe un soggetto diminuisce in modo logaritmico allontanandosi dalla sorgente elettromagnetica.

E ci avviamo alla fine di questo articolo riepilogando quelli che sono i reali rischi che riguardano il 5G.

Abbiamo detto che frequenze alte e potenze alte sono molto dannose per la salute degli esseri viventi e allora vi chiederete come mai stiamo ancora sopravvivendo a trasmissioni radio, tv, cellulari . Perche’ in Italia esiste una legge che limita la potenza di emissione a seconda degli ambiti di impiego. Sotto riporto una tabellina esplicativa sui limiti di legge.

Quindi siamo tranquilli ?

Sarebbe troppo facile e troppo  bello .  Mentre abbiamo abbastanza dati per considerare sufficientemente sicure le trasmissioni 3G e 4G non lo siamo per quanto riguarda quelle che saranno le trasmissioni 5G.

Perche’ come abbiamo detto con frequenze piu’ alte avremo bisogno di molti ripetitori/emettitori radio in piu’ in un’ area dove adesso ne esiste soltanto uno , in virtu’ del fatto che alte frequenze ( piccolissime lunghezze d’ onda) non superano gli ostacoli fisici . Ai ripetitori esistenti adesso ne verranno aggiunti molti altri,  per cui ogni singolo essere umano sara’ sempre piu’ vicino ad una sorgente elettromagnetica e non potra’ usufruire della minore esposizione garantita dalla distanza dall’ emettirore. 

Ricordo a tutti che in questo momento stiamo parlando di “sperimentazione”, cioe’ stiamo provando per verificare quello che succede e non siamo sicuri che gli attuali limiti di legge saranno sufficiente garanzia di ambiente salubre per noi ed i nostri figli.

Spero di essere stato di aiuto nella comprensione del “fenomeno  5G” . Se qualcuno dovesse rilevare inesattezze o errori puo’ contattarmi al seguente indirizzo e-mail webmaster@ctsnet.it

Cicloturismo: istruzioni per l’ uso

Mi sono convinto a scrivere questa piccola guida, dopo che alcuni amici mi hanno chiesto come sono riuscito ad organizzare le vacanze in bicicletta con i miei figli.

Tutto nasce da due esigenze :
1) spendere poco
2) togliere i ragazzi dal telefonino

Pedalando non si puo’ usare il cellulare e sicuramente non si spende in benzina ed autostrada.

Per cui , rovistando nei garage dei parenti, siamo riusciti a scovare tre bici che avrebbero, con pochi aggiustamenti,
potuto accompagnarci nel nostro viaggio.

Quella sopra e’ stata la prima ad essere stata scelta e revisionata . sostituito il comando del cambio anteriore, controllo accurato del funzionamento dei freni, verifica tenuta camere d’ aria, regolazione rapporti, montaggio portapacchi, recuperato da un altra bici. Lavaggio ed ingrassaggio.

Per la seconda il lavoro di revisione e’ stato un poco piu’ lungo dovendo sostituire il freno anteriore che non funzionava correttamente. Ponete attenzione alla regolazione del cambio perche’ puo’ essere causa dello strappo della catena e comunque fate attenzione ad ogni cambiata, cercando di non forzare troppo sui pedali.

E questa e’ la bici del nonno, gentilmente data in prestito con la raccomandazione di non romperla. Anche per lei lavaggio , ingrassaggio  e regolazione freni e cambio.

I bagagli da caricare sulle bici devono essere di minor peso possibile, perche’ in salita, nella conduzione e tenuta di strada della bici , si fanno sentire.

Noi abbiamo portato :

1) un sacco a pelo leggero per ciascuno
2) una tendina da tre persone
3) tre materassini da tenda isolanti
4) dentifricio, spazzolini, shampoo e sapone di Marsiglia utilizzabile anche per il lavaggio degli indumenti.
5) tre paia di mutande e tre paia di calzini tre magliette,un paio di pantaloni corti, una felpa per ciascuno
6) un paio di sneakers e un paio di sandali ciascuno
7) zainetto con attrezzi vari , adatti al montaggio smontaggio bici e parti di sostituzione, camere d’ aria, kit riparazione gomme, falsa maglia catena
Noi in realta’ la falsa maglia non l’ avevamo ed infatti abbiamo rotto una catena dovendo fare diversi Km a traino
8) mantelline antipioggia leggere da tenere a portata di mano, non in fondo all’ ultimo zaino 😀
9) Pompa per il gonfiaggio gomme
10) fanalini bianchi e rossi per essere visti anche di notte
11) maglietta dai colori accesi “antisudore” e pantaloni da bici imbottiti al cavallo
12) asciugamani in microfibra.

Ricordarsi elastici con ganci in plastica per fissare i bagagli al portabagagli

Per rendere piu’ stabili i bagagli abbiamo allargato il piano del portatutto con delle tavolettine di compensato fissate con fascette.

Comunque da Decathlon e’ possibile trovare un kit portapacchi e borse laterali ad un costo abbastanza accessibile.

Noi abbiamo optato per il riuso di borse modello spesa , con cerniera, trovate per caso in cantina.

Tre zainetti usati per contenere gli indumenti di cui uno con celle solari per la ricarica dei telefoni

IMPORTANTE  il casco; le ciclabili sono rare e viaggiare nelle strade “normali” e’ piuttosto impegnativo gli automobilisti non fanno troppo caso a noi ciclisti, anche se devo dire che in molti ci guardavano sorridendo 😀

La cosa piu’ importante, quando si viaggia in gruppo e restare in fila indiana e rispettare l’ andatura di cisacuno dei componenti, magari facendo piu’ soste .

Quando la stanchezza comincia a farsi sentire e’ possibile integrare alla pedalata, l’ uso del treno.

Quasi tutti i treni regionali hanno una carrozza in testa  adibita al trasporto bici. cercate stazioni con le biglietterie aperte con personale che puo’ darvi consigli utili su eventuali cambi e coincidenze.

Devo dire che il personale di Trenitalia e’ stato molto disponibile e di aiuto per infomazioni e scarico / carico bici.

Le ultime due raccomandazioni:  bevete acqua molto spesso, bagnandovi anche la testa di tanto in tanto e applicate una crema protettiva per il sole .

A voi la scelta dell’ itinerario

abilitare l’ utente di root in Ubuntu 16.04 LTS

Questi i passi necessari per avere la possibilita’ di usare l’ utente root nel vostro Ubuntu 16.

  1. Aprire la modalita’ terminale, ci sono molteplici modi per farlo, uno e’ quello di premere contemporaneamente i tasti Ctrl+Alt+F1 ma richiede di loggarsi successivamente con il vostro utente e la propria password. Altrimenti cercate la applicazione terminale dal vostro cerca sul computer ( icona in alto a sinistra ).
  2. dal prompt si digita :  sudo passwd root e si preme invio. inseriamo la  password dell’ utente in uso e successivamente la password per la root , come richiesta , per due volte.

Adesso possiamo usare l ‘ utente root  ma soltanto da terminale.

Per avere la possibilita’ di usare l’ utente root in modialita’ grafica possiamo procedere nel seguente modo :

  1. Dal terminale acquisire le credenziali di root digitando il comando su – ed inserire la password richiesta
  2. digitare : nano /usr/share/lightdm/lightdm.conf.d/50-ubuntu.conf
  3. greeter-show-manual-login=true
  4. fare il restart del sistema operativo.

Al sucessivo login avrete la possibilita’ di scegliere con quale utente aprire la sessione di lavoro.

Puo’ succedere che avviando la sessione grafica di root, venga visualizzato un errore nel file .profile

modificando il file come nella figura sopra e’ possibile eliminare l ‘errore.

 

 

Che Aria Tira ?

 

Progetto che si propone il monitoraggio della qualita’ dell’ aria a seguito della realizzazione di una rete di centraline, autocostruite, che permetteranno di misurare , nel tempo , le polveri sottili PM2,5 PM10.

Il progetto nasce da una idea del comitato “Mamme NO Inceneritore” , di Firenze.

Alcune aziende,  professionisti, nonche’ ricercatori e medici Immunologhi hanno aderito al progetto che, per il carattere “Open Source” , puo’ essere abbracciato e ampliato in piu’ direzioni.

Nella Pratica questo si traduce in una centralina autoscostruita e programmata con componenti Arduino o Raspberry,  di un server internet che provvede alla raccolta e alla elaborazione dei dati in tempo reale, consultabili tramite i sito www.cheariatira.it.

Il gruppo attivisti di Prato, di Montemurlo, di Vernio , di Carmignano, si sono attivati per cercare adesioni per adottare una centralina, per poter costituire una vera a propria rete di punti di verifica dell’ aria .

Il prezzo per realizzare la centralina e’ variabile, in base alla soluzione hardware e software  adottata , tra 80 e 150 euro, compreso montaggio programmazione, taratura e supporto al progetto “Che aria tira?”. Se si decide per il fai da te il prezzo delle parti hardware si aggirera’ attorno ai 35 euro per una soluzione compatibile Arduino.

Per il carattere artigianale delle dette centraline dobbiamo sottolineare che non hanno garanzia, come i prodotti commerciali, e che non sono ne certificate e tantomeno omologate.

Possiamo invece garantire la vericidita’ dei risultati per il lavoro fatto dai ricercatori e professionisti del settore .