Consigli comunali “straordinari”

Questa mattina ho partecipato al consiglio comunale straordinario, del comune di Prato, dove veniva trattato il tema dei rifiuti.

Giornata caldissima, da un punto di vista climatico, quella di questo incontro.

Si apre la seduta con una introduzione del Presidente Ilaria Santi . Si dice fosse necessario un consiglio straordinario per trattare questo delicato “problema” . Presenti i componenti della direzione di ALIA , la nuova societa’ di gestione dei rifiuti .

Interventi di minoranza e maggioranza che evidenziano alcune eccellenze ed altre criticita’ del sistema gestionale.

Mi sembra di vivere in un sogno, anzi direi incubo, per la totale mancanza di preparazione all’ argomento , da parte di tutti. Mi chiedo come sia possibile sapere di questa udienza una settimana prima ed arrivare a questo incontro impreparati .

Dopo una decina di interventi, sembra quasi che la situazione pratese non sia cosi critica da rendere necessario un consiglio straordinario. Allora mi viene da chiedermi il perche’ di questa giornata .  Si potrebbe ipotizzare per i saluti prima delle vacanze,  un gettone di presenza aggiuntivo, una presentazione della nuova societa’ ALIA o rassicurare i cittadini che l 1 di Agosto ancora si lavora ?

Non saprei , rimango sgomento a guardare il soffitto , mentre il dirigente di ALIA annuncia candidamente che questa societa’ e’ , si , una societa’ ad ampia partecipazione pubblica, ma essendo una SPA , per sua natura pensa alla competitivita’ , ad essere sul mercato e quindi di puntare ad un profitto, aggiungo io. Il servizio al cittadino viene in seconda battuta, quando si e’ spiegato come siamo arrivati a questa composizione societaria e la possibile quotazione in borsa.

Dell’ intervento del sindaco non ricordo un granche’ , qualche parola come ; Sindaco di Firenze, Impegno, Controllo. Ma dal fatto che gli applausi non mi abbiano risvegliato dal coma catarsico in cui versavo, non penso sia stato particolarmente apprezzato.

Sono ancora seduto, imbambolato, quando il commesso del comune viene a chiedermi di uscire,  invitandomi a ripresentarmi verso le 14,30 per la continuazione del consiglio.

Sinceramente non me la sono sentita di togliere ancora del tempo al mio lavoro e decido mestamente di tornarmene in ufficio .

Durante il tragitto pero’ mi sono venute in mente diverse considerazioni, in merito alla mattinata appena conclusa :

  1. Abbiamo un problema di abbandono di indifferenziata, come e’ possibile risolverlo ? Si differenzia poco , forse perche’ le tariffe del servizio sono tra le piu’ alte d’ Italia ? non potremmo incentivare la differenziata con un abbassamento delle tariffe per i piu’ virtuosi ?
  2. Per evitare rifiuti per terra lasciati dalla movida pratese non ssarebbe il caso di approntare dei cestini per la differenziata in tutta la citta’ ?
  3. Abbandono di scarti tessili per diverse decine di tonnellate e problema di recupero perche’ classificato come rifiuto speciale .  Questo particolare punto mi sta molto a cuore ,  perche’ implica la storia di Prato e dei suoi abitanti. A Prato il riciclo del tessile e’ stato almeno per due secoli il motore dell’ economia cittadina .  I “cenciaioli” erano ad ogni porta e lavoravano gli scarti tessili , cernedoli,  per poi rivenderli in base alla composizione ed al peso.  Questa materia prima/seconda veniva usata per tessuti in lana cardata , per tessuti piu’ pregiati, ma anche per imbottitura dei materassi a molle,  per le imbottiture dei divani ed altri arredi,  per la insonorizzazione e isolamento nel campo automotive o ferroviario. Prodotti molteplici per molteplici impieghi. Non mi spiego , e questa cosa mi fa stare male , come questa mattina 50 persone dell’ amministrazione pubblica potessero essere all’ oscuro di questa tradizione pratese e come nessuno avesse la soluzione al problema scarti tessili .  La soluzione e’ insita dentro di noi , fa parte di noi  . Bastava leggere un mio articolo del 2015 per ricordare il dimenticato :  http://www.paolopastacaldi.it/scarti-tessili-tra-illeciti-e-virtuosismi/  

Capisco lo sgomento della Sara Casini  Della Manifattura di Maiano , nel vedere il poco riscontro, che il prodotto tradizionale pratese, trova nel campo dell’ isolamento termo/acustico.

Continuo a chiedermi perche’ se ci sono arrivato io a Capalle per trovare questa soluzione :

http://www.maiano.it/edilizia/recycletherm-isolante-termoacustico-in-fibre-tessili-riciclate.html 

non ci sia arrivato qualcun altro della nostra amministrazione.

Continuo a chiedermi,  perche’ ci siamo dimenticati di chi siamo e forse e’ questo, qualcosa di veramente “straordinario” .

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