La costituzione Italiana : questa sconosciuta !

Tutti hanno sulla bocca il referendum di Ottobre sulle riforme costituzionali.
Ma chi e’ colui che davvero conosce per che cosa siamo chiamati ad esprimerci ?
La scorsa settimana ho partecipato ad una cena sociale di una associazione pratese e mi sono ritrovato ad un tavolo con una ventina di persone. Da meta’ tavolo un uomo tuonava che votare per il NO era da sciagurati, infelici e poco intelligenti. scusamdomi gli ho chiesto se conosceva il testo della nostra costituzuione e le mofifiche apportate dalla legge Boschi-Renzi . La risposta e’ stata : “non lo conosco e non me ne frega niente” . Dunque mi sono riproposto di pubblicare in allegato dei file pdf che riguardano appunto la Costituzione e le modifiche proposte dal governo.

Il file contenente il testo della Costituzione:

Costituzione

Il file contenente le riforme proposte dal Governo Renzi:

Renzi-Boschi

Il file contenente le ragioni del NO:

Vademecum riforme LeG

repubb

Lo “snellimento” burocratico di Renzi: DDL riforme costituzionali

L’ attuale Costituzione recita:

ART . 55.
Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato
della Repubblica.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due
Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

Il Renzi e la Boschi propongono :

1. L’articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 55. — Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato delle Autonomie.
Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione.
La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo.
Il Senato delle Autonomie rappresenta le istituzioni territoriali. Concorre, secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea e, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolge attività di verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato e di valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sul territorio.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione».

Senza entrare nel merito di ogni singola frase , ma dove sarebbe lo “snellimento” burocratico ? a fronte di un articolo , chiaro di poche righe ecco uno strano e contorto articolo di 16 righe . Alla faccia della chiarezza e dello snellimento. #IoVotoNO

Gif Animate e Facebook

sequenza-1

Su Facebook e’ possibile visualizzare le immagini animate .GIF .

Vediamo come e’ possibile inserire una immagine di questo tipo.

  1. creare una immagine animata con un programma di elaborazione immagini ( tipo Gimp o PhotoShop ) e salvarla con un nome trattino, numero , punto GIF (immagine-1.GIF).
  2. Caricare l’ immagine su un vostro spazio web
  3. Sul vostro diario Facebook o pagina inserite un nuovo post con la URL della immagine precedentemente caricata e , una volta visualizzata , pubblicate.

 

Vogliamo inquinare anche da morti ?

no cremazione

Nemmeno dopo il nostro decesso possiamo stare tranquilli !

Argomento molto delicato e difficile con implicazioni morali ed etiche, che non dobbiamo dimenticare ma che non intendo trattare in questo articolo, limitandomi alle considerazioni di carattere ecologico ed energetico.

Da tempo in Italia, dopo che abbiamo lasciato la vita terrena, abbiamo due soluzioni per “riposare in pace” :

  • Essere sepolti
  • Essere bruciati tramite cremazione

Dalle ultime ricerche emerge la difficolta’, dovuta soprattutto al consumo di cibi con alto contenuto di conservanti, ad essere riassorbiti dal terreno e tornare nel ciclo vitale della terra. Le salme dopo essere rimaste sepolte per decenni vengono ancora ritrovate pressoche’ intatte,  quasi mummificate.

Anche per questo motivo ha preso campo la cremazione che si pensava la soluzione definitiva alla mancanza di spazio per la sepoltura.

Purtroppo i forni crematori sono paragonabili agli inceneritori per quanto riguarda la diffusione di inquinanti nell’ aria. Infatti un’ impianto di cremazione ha le stesse caratteristiche di funzionamento: deve bruciare molte ore al giorno.

Il caso di Pistoia e’ significativo per quanto riguarda l’ inquinamento da diossine ed altri inquinanti dell’ aria.

Pagina Arpat sforamenti diossine Pistoia

Articolo de Il Tirreno su diossine a Pistoia

Ma se la soluzione non puo’ essere il forno crematorio, in quale direzione possiamo muoverci per permetterci di “riposare in pace” ?

Le alternative ci sono e sono sostanzialmente due:

  1.  La prima arriva dal nord europa e usa il procedimento inverso alla cremazione, cioe’ il corpo non viene bruciato ma ghiacciato ad una temperatura talmente bassa da permettere la disgregazione molecolare, se sottoposto a vibrazioni ad alta frequenza. Il Video Crio-cremazione puo’ chiarire il procedimento.
  2. La seconda soluzione e’ stata proposta da piu’ parti, in particolare dall’ Australia, ed usa un processo di idrolisi alcalina a pressione e temperatura elevate,  per accellerare il naturale processo di decomposizione dei corpi. Decomposizione per idrolisi

I sistemi descritti sopra hanno diversi vantaggi :

  • non inquinano l’ aria
  • sono piu’ convenienti da un punto di vista del consumo dell’ energia
  • hanno un prezzo di “trattamento” piu’ basso

rispetto alla tradizionale cremazione.

Parlo di questo perche’ nella nostra citta’ , nel raggio di 7 chilometri abbiamo due inceneritori attivi, Montale e Baciacavallo, si intende installare un impianto di cremazione del tipo tradizionale e molto inquinante.

Speriamo che le mie informazioni possono servire alle istituzioni per considerare scelte diverse da quelle ventilate nell ‘ ultimo periodo.

Links:

http://www.matthewscremation.com/products/cremation-equipment.html

http://www.aquamation.info/

http://www.resomation.com/

http://www.promessa.se/

 

L’ essere artista e provarci

opera d' arte ?

Per alcune settimane prima delle feste natalizie si e’ fatto un gran parlare di alcuni scarti depositati in piazza del Pesce a Prato. Questa doveva essere una installazione, in divenire, di un giovane pratese, Jacopo Buono.

Ho aspettato ad esprimere una mia opinione in merito, fino all’ implosione che testimonia la massima espressione artistica dell’ opera.

L’ arte e’ tale quando ti regala emozione, commozione, gioia e felicita’. non importa che sia per un attimo o per sempre. Se, nell’ approccio con un’ opera, mancano queste emozioni e questi sentimenti non parliamo di arte.

Io ho sperato che nel suo divenire, questa opera, mi regalasse qualcosa, cosi’ non e’ stato.

Siamo di fronte ad un ragazzo che ci ha provato ma oltre alla confusione mediatica non ha saputo regalare niente.

L’ ospedale di Prato ed il parco fantasma

Parte da lontano la storia del Parco fantasma nei terreni dell’ ex cantiere del nuovo ospedale S. Stefano di Prato.

Tutto inizia dopo la inaugurazione del nosocomio pratese nel Settembre del 2013.

A luglio dell’ anno successivo l’ area dell’ ex-cantiere, si presenta come una discarica a cielo aperto dove giacciono, abbandonati, materiali usati per la costruzione.

ex cantiere ospedale
Come si presentava l’ ex cantiere del S. Stefano a luglio del 2014.

Il fatto viene denunciato ai media, come riportato nei links sotto, e l’ area venne “ripulita” nei mesi successivi.

Il tirreno

TV Prato

Tutto sembra risolto ed invece qualcosa ancora non era chiara. Infatti durante la presentazione del progetto del nuovo ospedale i responsabili della regione hanno dichiarato che, al posto del cantiere dismesso, sarebbe sorto un parco pubblico. A rafforzare tale  ipotesi l’ impianto di alcuni giovani alberi nel terreno in oggetto.

Ma a Giugno 2015 il parco non e’ ancora terminato per cui, io ed altri componenti del Meetup di Prato, pubblichiamo un video dove vengono poste alcune domande sulla destinazione dell’ area ex cantiere.

Video del Meetup Pratese

il video si diffonde sui diversi media locali :

Il tirreno

TV Prato

La risposta del responsabile della ASL4 lascia molte perplessita’ , perche’ addirittura si afferma che l’ area non e’ competenza della ASL stessa.

Indagando , invece, risulta che l’ area e’  di proprieta’ della ASL4 e la vicepresidente della regione Toscana, Stefania Saccardi, assicura al nostro consigliere, Andrea Quartini , che la regione sta pagando la manutenzione a verde di quel terreno.

A questo punto e’ d’ obbligo riportare alcune foto fatte in tempi successivi a testimonianza che :

  • l’ area si trova ancora in stato di semi abbandono.
  • l’ assestamento del terreno porta alla luce molti detriti e materiali che non dovrebbero piu’ stare in quel terreno .
  • Se la regione sta pagando per la manutenzione del verde, conosce le reali condizioni dell’ area ?

Insomma sorge il dubbio che parte dei materiali dell’ ex-cantiere non siano stati rimossi , ma siano invece, stati cosparsi ed interrati nell’ area stessa.

Tombino abbandonato Forassiti tubi

lampione cemento manufatto cemento

scarti edili panoramica piano in cemento

Al lettore le considerazioni del caso

 

 

L’ acqua ? Siamo noi

Il nostro corpo e’ formato per piu’ del 70% da acqua, nel caso dei bambini fino all’ 80% .

La risorsa dalla quale dipende principalmente la nostra vita e’ dunque questo elemento .

acqua pulita

Quindi risulta che l’acqua e’ il bene piu’ prezioso e dovrebbe essere salvaguardato e distribuito a tutti gratuitamente , come sancito dal responso referendario del 2011.

La societa’ che gestisce questa risorsa dovrebbe essere pubblica e garante della qualita’ della nostra “fonte” di vita .

Ma e’ proprio cosi ?

In realta’ non e’ cosi: la Publiacqua e’ una azienda a partecipazione pubblica ( i comuni toscani ) ma di fatto una s.p.a. . Come  in ogni societa’ privata il  primo obiettivo e’ quello di fare soldi e viene conseguito in ogni modo possibile.

Uno di questi sistemi riguarda il risparmio sulla manutenzione e risrutturazione della rete di distribuzione .

Infatti ogni estate assistiamo a continue perdite degl’ impianti , visibili in tutto il territorio comunale , dovute al cambio di pressione per il maggiore consumo diurno rispetto a quello notturno.

Il meccanismo, spiegato bene da un tecnico delle acque, non avrebbe nessun problema se le tubature non fossero datate ( dai 20 ai 35 anni) ma incontrollabile vista l’ attuale situazione.

L’ aspetto piu’ nefasto, dell’ anzianita’ della rete,  e’ quello legato alla presenza di diverse tubature in cemento amianto e eternit presenti sul territorio pratese.

Infatti con il passare del tempo , e le  continue rotture dei tubi , le fibre di questa letale sostanza inquinano ed ammalano la nostra acqua ammalando, conseguentemente, anche il nostro corpo .

Qualcuno dice che non ci sono limiti di legge sulla quantita’ di fibre di amianto nell’ acqua . a queste persone vorrei ricordare che lo IARC , organismo dell’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ dichiara l amianto cancerogeno a prescindere dalla quantita’ .

Riporto il .pdf del documento ufficiale dove si afferma la nocivita’ sia per inalazione che per ingestione .

IARC Asbestos Page 224 & 225 Short Report

Qualcun altro potrebbe comunque obiettare dicendo di non bere acqua dell’ acquedotto,

Io vorrei ricordare che per cucinare , lavare gli indumenti che indossiamo e detergere il nostro corpo usiamo un’ acqua che lascia residui invisibili di amianto, a quel punto volatili ed inalabili.

Prato tubature in amianto

Per completezza riporto la mappa di Prato, e zone limitrofe, dove sono segnate in VERDE la tubature in cemento/amianto ed in Rosso quelle in Eternit, presenti attualmente nella rete idrica cittadina.

Segnalo anche una direttiva europea , la 2000/60/CE , che potrebbe far pagare al nostro comune , quindi a noi, sanzioni pesanti riguardo alla qualita’ dell’ acqua presente sul territorio.

 

Sistema controllo fumi inceneritori : inutile !

In occasione di alcuni incontri con i portavoce consiglieri del comune di Agliana sono venuto a conoscenza di come viene effettuato il controllo delle emissioni dell’ inceneritore di Montale e sinceramente ne sono rimasto colpito .

Infatti il sistema di monitoraggio  (AMESA) prevede la raccolta, tramite una sonda inserita nel “camino”  ,  dei fumi in continuo , filtrando e trattenendo diossine e altri inquinanti all interno si una fiala di vetro . Questa puo’ rimanere nella sede di raccolta fino a 30 giorni .

Nel tempo di raccolta materiali, in realta’, non sappiamo se l’ inceneritore sta emettendo diossina sopra i livelli consentiti, fino al momento del prelievo della fiala e della successiva analisi .

In teoria il tempo minimo di esposizione della popolazione a valori eccessivi di diossina potrebbe essere di 30 giorni . Questa l’ ipotesi piu’ rosea. Nella realta’ sappiamo che spesso i tempi si allungano.

Dunque tanti inceneritori , attualmente in funzione, possono avvelenare i cittadini e quest’ ultimi saprebbero di essere stati esposti ad agenti inquinanti , soltanto a posteriori .

Non voglio entrare nelle conseguenze di un sistema di analisi come questo, lasciando al lettore una eventuale considerazione sull’ uso di questo sistema.

Una domanda, pero’ , sorge spontanea : non esiste un sistema in tempo reale per fermare l’ impianto non appena si verifica uno sforamento dei parametri consentiti ?