Che Aria Tira ?

 

Progetto che si propone il monitoraggio della qualita’ dell’ aria a seguito della realizzazione di una rete di centraline, autocostruite, che permetteranno di misurare , nel tempo , le polveri sottili PM2,5 PM10.

Il progetto nasce da una idea del comitato “Mamme NO Inceneritore” , di Firenze.

Alcune aziende,  professionisti, nonche’ ricercatori e medici Immunologhi hanno aderito al progetto che, per il carattere “Open Source” , puo’ essere abbracciato e ampliato in piu’ direzioni.

Nella Pratica questo si traduce in una centralina autoscostruita e programmata con componenti Arduino o Raspberry,  di un server internet che provvede alla raccolta e alla elaborazione dei dati in tempo reale, consultabili tramite i sito www.cheariatira.it.

Il gruppo attivisti di Prato, di Montemurlo, di Vernio , di Carmignano, si sono attivati per cercare adesioni per adottare una centralina, per poter costituire una vera a propria rete di punti di verifica dell’ aria .

Il prezzo per realizzare la centralina e’ variabile, in base alla soluzione hardware e software  adottata , tra 80 e 150 euro, compreso montaggio programmazione, taratura e supporto al progetto “Che aria tira?”. Se si decide per il fai da te il prezzo delle parti hardware si aggirera’ attorno ai 35 euro per una soluzione compatibile Arduino.

Per il carattere artigianale delle dette centraline dobbiamo sottolineare che non hanno garanzia, come i prodotti commerciali, e che non sono ne certificate e tantomeno omologate.

Possiamo invece garantire la vericidita’ dei risultati per il lavoro fatto dai ricercatori e professionisti del settore .

 

Sistema controllo fumi inceneritori : inutile !

In occasione di alcuni incontri con i portavoce consiglieri del comune di Agliana sono venuto a conoscenza di come viene effettuato il controllo delle emissioni dell’ inceneritore di Montale e sinceramente ne sono rimasto colpito .

Infatti il sistema di monitoraggio  (AMESA) prevede la raccolta, tramite una sonda inserita nel “camino”  ,  dei fumi in continuo , filtrando e trattenendo diossine e altri inquinanti all interno si una fiala di vetro . Questa puo’ rimanere nella sede di raccolta fino a 30 giorni .

Nel tempo di raccolta materiali, in realta’, non sappiamo se l’ inceneritore sta emettendo diossina sopra i livelli consentiti, fino al momento del prelievo della fiala e della successiva analisi .

In teoria il tempo minimo di esposizione della popolazione a valori eccessivi di diossina potrebbe essere di 30 giorni . Questa l’ ipotesi piu’ rosea. Nella realta’ sappiamo che spesso i tempi si allungano.

Dunque tanti inceneritori , attualmente in funzione, possono avvelenare i cittadini e quest’ ultimi saprebbero di essere stati esposti ad agenti inquinanti , soltanto a posteriori .

Non voglio entrare nelle conseguenze di un sistema di analisi come questo, lasciando al lettore una eventuale considerazione sull’ uso di questo sistema.

Una domanda, pero’ , sorge spontanea : non esiste un sistema in tempo reale per fermare l’ impianto non appena si verifica uno sforamento dei parametri consentiti ?