L’ ospedale di Prato ed il parco fantasma

Parte da lontano la storia del Parco fantasma nei terreni dell’ ex cantiere del nuovo ospedale S. Stefano di Prato.

Tutto inizia dopo la inaugurazione del nosocomio pratese nel Settembre del 2013.

A luglio dell’ anno successivo l’ area dell’ ex-cantiere, si presenta come una discarica a cielo aperto dove giacciono, abbandonati, materiali usati per la costruzione.

ex cantiere ospedale
Come si presentava l’ ex cantiere del S. Stefano a luglio del 2014.

Il fatto viene denunciato ai media, come riportato nei links sotto, e l’ area venne “ripulita” nei mesi successivi.

Il tirreno

TV Prato

Tutto sembra risolto ed invece qualcosa ancora non era chiara. Infatti durante la presentazione del progetto del nuovo ospedale i responsabili della regione hanno dichiarato che, al posto del cantiere dismesso, sarebbe sorto un parco pubblico. A rafforzare tale  ipotesi l’ impianto di alcuni giovani alberi nel terreno in oggetto.

Ma a Giugno 2015 il parco non e’ ancora terminato per cui, io ed altri componenti del Meetup di Prato, pubblichiamo un video dove vengono poste alcune domande sulla destinazione dell’ area ex cantiere.

Video del Meetup Pratese

il video si diffonde sui diversi media locali :

Il tirreno

TV Prato

La risposta del responsabile della ASL4 lascia molte perplessita’ , perche’ addirittura si afferma che l’ area non e’ competenza della ASL stessa.

Indagando , invece, risulta che l’ area e’  di proprieta’ della ASL4 e la vicepresidente della regione Toscana, Stefania Saccardi, assicura al nostro consigliere, Andrea Quartini , che la regione sta pagando la manutenzione a verde di quel terreno.

A questo punto e’ d’ obbligo riportare alcune foto fatte in tempi successivi a testimonianza che :

  • l’ area si trova ancora in stato di semi abbandono.
  • l’ assestamento del terreno porta alla luce molti detriti e materiali che non dovrebbero piu’ stare in quel terreno .
  • Se la regione sta pagando per la manutenzione del verde, conosce le reali condizioni dell’ area ?

Insomma sorge il dubbio che parte dei materiali dell’ ex-cantiere non siano stati rimossi , ma siano invece, stati cosparsi ed interrati nell’ area stessa.

Tombino abbandonato Forassiti tubi

lampione cemento manufatto cemento

scarti edili panoramica piano in cemento

Al lettore le considerazioni del caso

 

 

A.A.A. : ovvero acqua all’ amianto .

no amianto in acqua

 

In Toscana beviamo acqua che scorre in condotte di eternit o cemento amianto. Nei Comuni serviti da Publiacqua circa 225 chilometri di tubature sono in amianto. Il 36% di queste condotte sono adduttrici, rami principali della rete che collegano gli impianti di prelievo alle tubature secondarie di quartiere.

Le condotte in amianto con l’usura tendono a rilasciare fibre che contaminano l’acqua, esponendo il nostro organismo al rischio di contatto. Tale rischio cresce via via che le tubature, invecchiando, si sfibrano o si rompono. L’acqua contaminata utilizzata a scopi igienici (igiene della casa, personale, degli indumenti) quando evapora rilascia nell’ambiente fibre di amianto che possono essere inalate e causare danni all’apparato respiratorio.

Non esiste una normativa di riferimento per questo problema. Non vengono svolte analisi periodiche per rilevare la presenza di amianto nell’acqua potabile. Tuttavia l’allarme sul rischio per la salute associato all’amianto ingerito si è progressivamente palesato nel dibattito pubblico anche a seguito di recenti ricerche scientifiche (1).

Nel 2013, l’Unione Europea, riconosce tra le cause di cancro dovute all’amianto anche quella da ingestione. Nella risoluzione “sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all’amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l’amianto esistente (2012/2065(INI))”, si “sottolinea che tutti i tipi di malattie legate all’amianto […] come pure diversi tipi di tumori causati anche dall’ingestione di acqua contenente tali fibre, proveniente da tubature in amianto – sono stati riconosciuti come un rischio per la salute e possono manifestarsi addirittura dopo alcuni decenni, in alcuni casi anche dopo più di quarant’anni”.

figura2PubliacquaApprendiamo dalla stampa locale (2) che Publiacqua non ha un piano di sostituzione delle condotte in amianto, sulle quali interviene solo quando si verifichino perdite di acqua. Publiacqua ha le reti peggiori della Toscana e perde il 51% dell’acqua che immette in rete (fig.2) (3). Gli interventi di risanamento e manutenzione sulla rete non garantiscono una gestione efficiente del problema delle perdite di acqua e sembrano assolutamente inadeguati ad affrontare e risolvere il problema delle condotte in amianto.

L’azienda ha inoltre dichiarato (4) che le tubature in amianto presentano problemi di sfaldamento e rotture a causa della loro obsolescenza. In queste condizioni il rischio di rilascio di fibre di amianto nell’acqua è molto elevato: è quindi necessario che vengano effettuate analisi periodiche sull’acqua e che venga predisposto un piano di sostituzione tempestiva di tutte le condotte in amianto, dando la precedenza alle aree che presentino maggiori criticità. Il costo di tale operazione sembra sostenibile economicamente anche in ragione dei profitti garantiti all’azienda dalle nostre utenze. Un recente articolo comparso sulla stampa riporta che AIMAG, azienda gestore di Carpi, sosterrà una spesa di 60 milioni di euro (5) per la sostituzione di 290 chilometri di condotte di amianto.

Publiacqua fino al 2014 ha riscosso dalle nostre bollette 69 MILIONI di EURO per investimenti che non ha mai realizzato. Si usino questi soldi che gli utenti hanno versato nelle casse del gestore per sostituire rapidamente tutte le condotte in amianto.

Ricordiamo che l’utile lordo di Publiacqua supera il 25% sul fatturato: nelle nostre bollette un quarto di ciò che paghiamo non serve a coprire i costi del servizio, ma genera profitto per l’azienda. In Italia l’estrazione del petrolio genera un utile simile a quello dell’acqua. Nella grande distribuzione organizzata (es.Coop) l’utile sul fatturato è pari all’1%.

Le nostre bollette sono le più care d’Italia. Publiacqua ha performance economiche da petroliere. Come è possibile che abbiamo delle infrastrutture inadeguate a garantire il rispetto delle normative sugli scarichi e condotte colabrodo per di più in amianto? Dove finiscono i profitti garantiti dalle utenze a Publiacqua? Dove sono finiti i 69 milioni di euro riscossi e non investiti dall’Azienda? Con questi profitti le condotte di amianto devono essere sostituite.

Comune  Km di tubature in amianto incidenza % su Km amianto sul totale
Scandicci 40,615 18%
Pistoia 32,950 15%
Sesto Fiorentino 27,859 12%
Montevarchi 23,418 10%
Agliana 23,268 10%
Montale 12,066 5%
Reggello 10,886 5%
Loro Ciuffenna 10,801 5%
Firenze 10,555 5%
Campi Bisenzio 8,5 4%
Prato 7,435 3%
Quarrata 5,535 2%
Calenzano 3,476 2%
Incisa Valdarno 2,966 1%
San Casciano Val di Pesa 2,954 1%
Terranuova Bracciolini 0,786 0%
Vaiano 0,477 0%
Castelfranco di Sopra 0,457 0%
San Giovanni Valdarno 0,417 0%
Figline Valdarno 0,111 0%
TOTALE 225,532

Note:
(1) K.Kjærheim, B.Ulvestad, J.I.Martinsen, A.Andersen Cancer of the gastrointestinal tract and exposure to asbestos in drinking water among lighthouse keepers (Norway) Cancer Causes & Control June 2005, Volume 16, Issue 5, pp 593-598.
(2) Articolo comparso il 12 ottobre 2014 su La Nazione, cronaca di Pistoia.
(3) Dalla “Relazione Annuale del Direttore Generale dell’Autorità Idrica Toscana”.
(4) Articolo comparso il 12 ottobre 2014 su La Nazione, cronaca di Pistoia.
(5) Articolo comparso il 25 luglio 2014 su Il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/25/amianto-trattamento-per-le-tubature-a-carpi-il-sindaco-lacqua-e-potabile/1071679/.

*Si ringrazia Medicina Democratica per le mappe.

Tratto da:  http://www.perunaltracitta.org

– See more at: http://www.perunaltracitta.org/2014/10/22/publiacqua-225-chilometri-di-tubature-allamianto-lo-scandalo-dellassenza-delle-analisi/#sthash.kx7v2Rv4.dpuf

 

Ancora centri commerciali e cemento ?

Settembre 2014:  scempio a Galciana ?

La vecchia “Via fra i Campi” , diventera’ “Via fra Parcheggi, Negozi, Uffici, Bar e Chiesa”.

Proprio cosi ; la storica strada che dal “Fondaccio” , a Galciana , si inoltrava sinuosa nel verde dei campi coltivati , verso il Calice , finisce qui la propria storia .

via fra i campi

Con una delibera del 30/07/2012 si propone di “riqualificare” la zona di Galciana , adesso a verde pubblico .

28.000 metri quadri di giardini e campi verranno sostituiti da una chiesa , pensavo che due chiese cattoliche ( piu’ la chiesina storica del XII secolo ) e un ampia sala dei testimoni di Geova , fossero sufficienti per i fedeli cristiani , un centro dirigenziale ( leggi uffici ) , un centro servizi ( leggi bar ), un centro commerciale ( leggi negozi o grande distribuzione ) .

Il tutto dovrebbe essere per , riporto testualmente dal documento di relazione illustrativa allegato alla deliberazione , “Obiettivi del Piano Attuativo con riferimento agli aspetti paesaggistici e socio economici rilevanti per l’uso del territorio e per la salute umana” .

In pratica la salute umana sembra dipendere dai negozi ed il paesaggio sembrerebbe migliorare con la costruzione di edifici a tre piani .

Quindi una bella fetta di territorio del nostro paese , pubblica perche’ di proprieta’ del comune, si trasformera’ nell’ ennesimo centro di aggregazione legato ad attivita’ economico commerciali . Sembra che tutto il territorio del comune di Prato non possa che essere un centro commerciale . Parco Prato , distante meno di 2 chilometri dall’ area in oggetto , la nuova Esselunga di Pratilia , i fondi commerciali presenti nel complesso “La Vella” , i fondi commerciali all’ interno del nuovo Ospedale , sempre a Galciana . Ricordo che i comuni limitrofi di Agliana e Campi Bisenzio a loro volta sfoggiano , rispettivamente, il centro commerciale COOP e “I Gigli” .

la vella

Tutto questo in un particolare momento che vede Prato, e l’ intera Italia, in una profonda crisi . Mi chiedo quali attivita’ riempiranno tutti questi fondi e, se saranno riempiti , chi ne usufruira’ .

I fondi del centro cittadino rimangono vuoti e la stessa sorte tocca alle botteghe del centro della frazione galcianese , travolti dalla grande distribuzione , e si pensa di dover togliere ancora del verde dal nostro territorio, per cementificare a favore di una economia di commercio.

no cemento

Se veramente vogliamo parlare di riqualificazione , facciamolo e prendiamo in considerazione alcuni edifici che, morenti in solitudine, ricordano la fiorente Galciana cenciaiola . Mi riferisco ad una porzione della vecchia scuola elementare di Via Pietro Thouar oppure l’ edificio ex-sede del quartiere in Via Pieraccioli .

A proposito di quartiere e di circoscrizione , leggo nella deliberazione , quanto riporto sotto :

DATO ATTO CHE il Piano di Recupero è stato esaminato sotto molteplici aspetti grazie all’effettuazione di un’attività istruttoria svolta in collaborazione con i competenti Servizi Comunali preposti alla Mobilità, Ambiente, Edilizia ed Attività Economiche, Urbanizzazione Primaria, etc…, permettendo di poter analizzare e risolvere le problematiche afferenti la progettazione e realizzazione dell’intervento in oggetto; è stato inoltre esaminato:

dalla Circoscrizione Prato Ovest, con parere favorevole espresso con Deliberazione di Consiglio di Circoscrizione n. 4 del 18.04.2012, con la seguente osservazione “nel caso di più richieste sui fondi commerciali, venga, in qualche modo, data preferenza ai commercianti della zona” (allegato B depositato in atti alla presente);

Ritorno alla considerazione precedente e mi ciedo quali commercianti di Galciana sono pronti a cambiare la sede, viste le prospettive ridotte dalla concorrenza spietata della grande distribuzione ? E dunque chi occupera’ i fondi commerciali che nasceranno nell’ area da “riqualificare” ?

Il prossimo 3 Settembre il consiglio comunale esaminera’ il Piano Attuativo di iniziativa pubblica n. 285 denominato “Galciana”, gia’ adottato con DCC 60/2012, per la riqualificazione di aree di proprietà comunale con realizzazione di un polo di servizi in località Galciana tra Via Lario, Via Bettazzi e Via Fra i Campi.

Noi cittadini cosa ne pensiamo ?

articolo giornale