Che Aria Tira ?

 

Progetto che si propone il monitoraggio della qualita’ dell’ aria a seguito della realizzazione di una rete di centraline, autocostruite, che permetteranno di misurare , nel tempo , le polveri sottili PM2,5 PM10.

Il progetto nasce da una idea del comitato “Mamme NO Inceneritore” , di Firenze.

Alcune aziende,  professionisti, nonche’ ricercatori e medici Immunologhi hanno aderito al progetto che, per il carattere “Open Source” , puo’ essere abbracciato e ampliato in piu’ direzioni.

Nella Pratica questo si traduce in una centralina autoscostruita e programmata con componenti Arduino o Raspberry,  di un server internet che provvede alla raccolta e alla elaborazione dei dati in tempo reale, consultabili tramite i sito www.cheariatira.it.

Il gruppo attivisti di Prato, di Montemurlo, di Vernio , di Carmignano, si sono attivati per cercare adesioni per adottare una centralina, per poter costituire una vera a propria rete di punti di verifica dell’ aria .

Il prezzo per realizzare la centralina e’ variabile, in base alla soluzione hardware e software  adottata , tra 80 e 150 euro, compreso montaggio programmazione, taratura e supporto al progetto “Che aria tira?”. Se si decide per il fai da te il prezzo delle parti hardware si aggirera’ attorno ai 35 euro per una soluzione compatibile Arduino.

Per il carattere artigianale delle dette centraline dobbiamo sottolineare che non hanno garanzia, come i prodotti commerciali, e che non sono ne certificate e tantomeno omologate.

Possiamo invece garantire la vericidita’ dei risultati per il lavoro fatto dai ricercatori e professionisti del settore .

 

P. S. Ospedale di Prato : una esperienza poco piacevole

Sabato scorso son dovuto andare a P.S. dell ospedale di Prato e sono rimasto scioccato per quanto ho potuto vedere ed ascoltare. Ci sono rimasto davvero male, perché  ho sempre pensato che il pronto soccorso fosse una risorsa unica ed affidabile per coloro che hanno una emergenza, invece, entrando, nonostante sia stato subito ammesso all’ interno, il medico che doveva visitarmi si è dovuto assentare per una urgenza alle degenze,  cosi ho scoperto che il medico del P.S. deve occuparsi anche alle visite a coloro  già ricoverati.

Mi hanno fatto esami ematici ed un antidolorifico. Non so quanto ho dormito ma quando mi sono svegliato mi sono trovato un signore anziano, di fianco, che si era strappato la farfallina dei prelievi, in modo inconsapevole, e stava versando sangue dappertutto, sembrava ferito in guerra .

All’ interno della sala  dove ero in osservazione,  2 infermieri dovevano tenere sotto controllo una ventina di persone, non stabilizzate, doloranti, magari in attesa da ore e con bisogni fisiologici da espletare davanti a tutti.

Ho pensato che la privacy , la tanto sbandierata privacy, forse non vale in contesto ospedaliero, quando, un altro signore piu’ distante, interrogato dal medico faceva sapere a tutti di essere stato in sud America e di avere una forte dissenteria da alcune settimane. Un altra domanda mi e sorta spontanea: “ma se dall amazzonia il signore ha portato a casa qualche patologia infettiva, cosa poteva succedera a coloro che erano con lui nello stanzone del P.S.?

Secondo me , questo sistema di fare pronto soccorso, criticato sia dal personale che dai pazienti , non è funzionale e viola minime regole igenico-sanitarie e di riservatezza.
L’  intero sistema e’ fallimentare e non soltanto perché lo spazio è poco e la struttura dell’ edifico dislocata in maniera errata ma soprattutto perché il personale è insufficiente e le linee guida, su come portare avanti la risoluzione delle emergenze, estremamente inefficace.
Viene spontanea un altra considerazione, che  il medico di famiglia e’ sempre meno presente, difficilmente esegue visite presso i pazienti,  restando alla fine un semplice compilatore  di prescrizioni farmacologiche.
Insomma il discorso è lungo ma la considerazione ultima è che dover andare al P.S. di Prato spaventa non tanto per l’ emergenza che devi affrontare , quanto per quello che ti può succedere in una struttura (sia come edificio che come sistema di gestione) , non adeguata a gestire in maniera celere ed efficace il problema di salute presentatosi.

SCARTI TESSILI: da problema ad opportunita’

Si concretizza il lavoro svolto dal gruppo di cittadini attivi di Prato, riguardante la criticita’ rappresentata dall’ abbandono degli scarti tessili .

Nel territorio della provincia di Prato vengono spesso abbandonati residui di lavorazioni dell’ industria dell’ abbigliamento.

Gli attivisti amici di Beppe Grillo di Prato si sono interessati alla questione , memori della vocazione nel riciclo del tessuto , tradizione della industria manifatturiera pratese.

Quello che oggi viene considerato un rifiuto industriale da smaltire in discarica,puo’ essere , in realta’ , una opportunita’ di economia indistriale , come ci dimostra una azienda locale , utilizzando lo scarto tessile come matria prima per la produzione di pannelli isolanti termo-fono-assorbenti.

Il coivolgimento dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle , ha permesso di giungere ad una proposta , portata in consiglio regionale, atta ad inserire nei disciplinari degli appalti pubblici la possibilita’ di utilizzare materiale isolante e fono assorbente ,  prodotto dal riutilizzo di materiali di scarto delle lavorazioni tessili .

Nella stessa mozione vien richiesto anche di incentivare l’ acquisto dei detti prodotti termo-fono assorbenti .

Per completezza riporto di seguito i links di approfondimento sull’ argomento.

La ricerca ed il primo incontro con lazienda produttrice dei pannelli isolanti termo-acustici :

Scarti tessili: tra illeciti e virtuosismi

La partecipazione al consiglio comunale straordinario sui rifiuti:

Consigli comunali “straordinari”

La scheda informativa generale sull’ argomento (PDF):

schedaRicicloTessile

La scheda del prodotto della Manifattura Maiano (PDF):

catalog_14_RecycleTherm_Km0

La mozione presentata in consiglio regionale:

http://www.movimento5stelletoscana.it/scarti-tessili-problema-opportunita/

Documento mozione consiglio regionale:

MOZ0986

 

 

 

Consigli comunali “straordinari”

Questa mattina ho partecipato al consiglio comunale straordinario, del comune di Prato, dove veniva trattato il tema dei rifiuti.

Giornata caldissima, da un punto di vista climatico, quella di questo incontro.

Si apre la seduta con una introduzione del Presidente Ilaria Santi . Si dice fosse necessario un consiglio straordinario per trattare questo delicato “problema” . Presenti i componenti della direzione di ALIA , la nuova societa’ di gestione dei rifiuti .

Interventi di minoranza e maggioranza che evidenziano alcune eccellenze ed altre criticita’ del sistema gestionale.

Mi sembra di vivere in un sogno, anzi direi incubo, per la totale mancanza di preparazione all’ argomento , da parte di tutti. Mi chiedo come sia possibile sapere di questa udienza una settimana prima ed arrivare a questo incontro impreparati .

Dopo una decina di interventi, sembra quasi che la situazione pratese non sia cosi critica da rendere necessario un consiglio straordinario. Allora mi viene da chiedermi il perche’ di questa giornata .  Si potrebbe ipotizzare per i saluti prima delle vacanze,  un gettone di presenza aggiuntivo, una presentazione della nuova societa’ ALIA o rassicurare i cittadini che l 1 di Agosto ancora si lavora ?

Non saprei , rimango sgomento a guardare il soffitto , mentre il dirigente di ALIA annuncia candidamente che questa societa’ e’ , si , una societa’ ad ampia partecipazione pubblica, ma essendo una SPA , per sua natura pensa alla competitivita’ , ad essere sul mercato e quindi di puntare ad un profitto, aggiungo io. Il servizio al cittadino viene in seconda battuta, quando si e’ spiegato come siamo arrivati a questa composizione societaria e la possibile quotazione in borsa.

Dell’ intervento del sindaco non ricordo un granche’ , qualche parola come ; Sindaco di Firenze, Impegno, Controllo. Ma dal fatto che gli applausi non mi abbiano risvegliato dal coma catarsico in cui versavo, non penso sia stato particolarmente apprezzato.

Sono ancora seduto, imbambolato, quando il commesso del comune viene a chiedermi di uscire,  invitandomi a ripresentarmi verso le 14,30 per la continuazione del consiglio.

Sinceramente non me la sono sentita di togliere ancora del tempo al mio lavoro e decido mestamente di tornarmene in ufficio .

Durante il tragitto pero’ mi sono venute in mente diverse considerazioni, in merito alla mattinata appena conclusa :

  1. Abbiamo un problema di abbandono di indifferenziata, come e’ possibile risolverlo ? Si differenzia poco , forse perche’ le tariffe del servizio sono tra le piu’ alte d’ Italia ? non potremmo incentivare la differenziata con un abbassamento delle tariffe per i piu’ virtuosi ?
  2. Per evitare rifiuti per terra lasciati dalla movida pratese non ssarebbe il caso di approntare dei cestini per la differenziata in tutta la citta’ ?
  3. Abbandono di scarti tessili per diverse decine di tonnellate e problema di recupero perche’ classificato come rifiuto speciale .  Questo particolare punto mi sta molto a cuore ,  perche’ implica la storia di Prato e dei suoi abitanti. A Prato il riciclo del tessile e’ stato almeno per due secoli il motore dell’ economia cittadina .  I “cenciaioli” erano ad ogni porta e lavoravano gli scarti tessili , cernedoli,  per poi rivenderli in base alla composizione ed al peso.  Questa materia prima/seconda veniva usata per tessuti in lana cardata , per tessuti piu’ pregiati, ma anche per imbottitura dei materassi a molle,  per le imbottiture dei divani ed altri arredi,  per la insonorizzazione e isolamento nel campo automotive o ferroviario. Prodotti molteplici per molteplici impieghi. Non mi spiego , e questa cosa mi fa stare male , come questa mattina 50 persone dell’ amministrazione pubblica potessero essere all’ oscuro di questa tradizione pratese e come nessuno avesse la soluzione al problema scarti tessili .  La soluzione e’ insita dentro di noi , fa parte di noi  . Bastava leggere un mio articolo del 2015 per ricordare il dimenticato :  http://www.paolopastacaldi.it/scarti-tessili-tra-illeciti-e-virtuosismi/  

Capisco lo sgomento della Sara Casini  Della Manifattura di Maiano , nel vedere il poco riscontro, che il prodotto tradizionale pratese, trova nel campo dell’ isolamento termo/acustico.

Continuo a chiedermi perche’ se ci sono arrivato io a Capalle per trovare questa soluzione :

http://www.maiano.it/edilizia/recycletherm-isolante-termoacustico-in-fibre-tessili-riciclate.html 

non ci sia arrivato qualcun altro della nostra amministrazione.

Continuo a chiedermi,  perche’ ci siamo dimenticati di chi siamo e forse e’ questo, qualcosa di veramente “straordinario” .

La costituzione Italiana : questa sconosciuta !

Tutti hanno sulla bocca il referendum di Ottobre sulle riforme costituzionali.
Ma chi e’ colui che davvero conosce per che cosa siamo chiamati ad esprimerci ?
La scorsa settimana ho partecipato ad una cena sociale di una associazione pratese e mi sono ritrovato ad un tavolo con una ventina di persone. Da meta’ tavolo un uomo tuonava che votare per il NO era da sciagurati, infelici e poco intelligenti. scusamdomi gli ho chiesto se conosceva il testo della nostra costituzuione e le mofifiche apportate dalla legge Boschi-Renzi . La risposta e’ stata : “non lo conosco e non me ne frega niente” . Dunque mi sono riproposto di pubblicare in allegato dei file pdf che riguardano appunto la Costituzione e le modifiche proposte dal governo.

Il file contenente il testo della Costituzione:

Costituzione

Il file contenente le riforme proposte dal Governo Renzi:

Renzi-Boschi

Il file contenente le ragioni del NO:

Vademecum riforme LeG

repubb

Vogliamo inquinare anche da morti ?

no cremazione

Nemmeno dopo il nostro decesso possiamo stare tranquilli !

Argomento molto delicato e difficile con implicazioni morali ed etiche, che non dobbiamo dimenticare ma che non intendo trattare in questo articolo, limitandomi alle considerazioni di carattere ecologico ed energetico.

Da tempo in Italia, dopo che abbiamo lasciato la vita terrena, abbiamo due soluzioni per “riposare in pace” :

  • Essere sepolti
  • Essere bruciati tramite cremazione

Dalle ultime ricerche emerge la difficolta’, dovuta soprattutto al consumo di cibi con alto contenuto di conservanti, ad essere riassorbiti dal terreno e tornare nel ciclo vitale della terra. Le salme dopo essere rimaste sepolte per decenni vengono ancora ritrovate pressoche’ intatte,  quasi mummificate.

Anche per questo motivo ha preso campo la cremazione che si pensava la soluzione definitiva alla mancanza di spazio per la sepoltura.

Purtroppo i forni crematori sono paragonabili agli inceneritori per quanto riguarda la diffusione di inquinanti nell’ aria. Infatti un’ impianto di cremazione ha le stesse caratteristiche di funzionamento: deve bruciare molte ore al giorno.

Il caso di Pistoia e’ significativo per quanto riguarda l’ inquinamento da diossine ed altri inquinanti dell’ aria.

Pagina Arpat sforamenti diossine Pistoia

Articolo de Il Tirreno su diossine a Pistoia

Ma se la soluzione non puo’ essere il forno crematorio, in quale direzione possiamo muoverci per permetterci di “riposare in pace” ?

Le alternative ci sono e sono sostanzialmente due:

  1.  La prima arriva dal nord europa e usa il procedimento inverso alla cremazione, cioe’ il corpo non viene bruciato ma ghiacciato ad una temperatura talmente bassa da permettere la disgregazione molecolare, se sottoposto a vibrazioni ad alta frequenza. Il Video Crio-cremazione puo’ chiarire il procedimento.
  2. La seconda soluzione e’ stata proposta da piu’ parti, in particolare dall’ Australia, ed usa un processo di idrolisi alcalina a pressione e temperatura elevate,  per accellerare il naturale processo di decomposizione dei corpi. Decomposizione per idrolisi

I sistemi descritti sopra hanno diversi vantaggi :

  • non inquinano l’ aria
  • sono piu’ convenienti da un punto di vista del consumo dell’ energia
  • hanno un prezzo di “trattamento” piu’ basso

rispetto alla tradizionale cremazione.

Parlo di questo perche’ nella nostra citta’ , nel raggio di 7 chilometri abbiamo due inceneritori attivi, Montale e Baciacavallo, si intende installare un impianto di cremazione del tipo tradizionale e molto inquinante.

Speriamo che le mie informazioni possono servire alle istituzioni per considerare scelte diverse da quelle ventilate nell ‘ ultimo periodo.

Links:

http://www.matthewscremation.com/products/cremation-equipment.html

http://www.aquamation.info/

http://www.resomation.com/

http://www.promessa.se/

 

L’ essere artista e provarci

opera d' arte ?

Per alcune settimane prima delle feste natalizie si e’ fatto un gran parlare di alcuni scarti depositati in piazza del Pesce a Prato. Questa doveva essere una installazione, in divenire, di un giovane pratese, Jacopo Buono.

Ho aspettato ad esprimere una mia opinione in merito, fino all’ implosione che testimonia la massima espressione artistica dell’ opera.

L’ arte e’ tale quando ti regala emozione, commozione, gioia e felicita’. non importa che sia per un attimo o per sempre. Se, nell’ approccio con un’ opera, mancano queste emozioni e questi sentimenti non parliamo di arte.

Io ho sperato che nel suo divenire, questa opera, mi regalasse qualcosa, cosi’ non e’ stato.

Siamo di fronte ad un ragazzo che ci ha provato ma oltre alla confusione mediatica non ha saputo regalare niente.

L’ ospedale di Prato ed il parco fantasma

Parte da lontano la storia del Parco fantasma nei terreni dell’ ex cantiere del nuovo ospedale S. Stefano di Prato.

Tutto inizia dopo la inaugurazione del nosocomio pratese nel Settembre del 2013.

A luglio dell’ anno successivo l’ area dell’ ex-cantiere, si presenta come una discarica a cielo aperto dove giacciono, abbandonati, materiali usati per la costruzione.

ex cantiere ospedale
Come si presentava l’ ex cantiere del S. Stefano a luglio del 2014.

Il fatto viene denunciato ai media, come riportato nei links sotto, e l’ area venne “ripulita” nei mesi successivi.

Il tirreno

TV Prato

Tutto sembra risolto ed invece qualcosa ancora non era chiara. Infatti durante la presentazione del progetto del nuovo ospedale i responsabili della regione hanno dichiarato che, al posto del cantiere dismesso, sarebbe sorto un parco pubblico. A rafforzare tale  ipotesi l’ impianto di alcuni giovani alberi nel terreno in oggetto.

Ma a Giugno 2015 il parco non e’ ancora terminato per cui, io ed altri componenti del Meetup di Prato, pubblichiamo un video dove vengono poste alcune domande sulla destinazione dell’ area ex cantiere.

Video del Meetup Pratese

il video si diffonde sui diversi media locali :

Il tirreno

TV Prato

La risposta del responsabile della ASL4 lascia molte perplessita’ , perche’ addirittura si afferma che l’ area non e’ competenza della ASL stessa.

Indagando , invece, risulta che l’ area e’  di proprieta’ della ASL4 e la vicepresidente della regione Toscana, Stefania Saccardi, assicura al nostro consigliere, Andrea Quartini , che la regione sta pagando la manutenzione a verde di quel terreno.

A questo punto e’ d’ obbligo riportare alcune foto fatte in tempi successivi a testimonianza che :

  • l’ area si trova ancora in stato di semi abbandono.
  • l’ assestamento del terreno porta alla luce molti detriti e materiali che non dovrebbero piu’ stare in quel terreno .
  • Se la regione sta pagando per la manutenzione del verde, conosce le reali condizioni dell’ area ?

Insomma sorge il dubbio che parte dei materiali dell’ ex-cantiere non siano stati rimossi , ma siano invece, stati cosparsi ed interrati nell’ area stessa.

Tombino abbandonato Forassiti tubi

lampione cemento manufatto cemento

scarti edili panoramica piano in cemento

Al lettore le considerazioni del caso

 

 

L’ acqua ? Siamo noi

Il nostro corpo e’ formato per piu’ del 70% da acqua, nel caso dei bambini fino all’ 80% .

La risorsa dalla quale dipende principalmente la nostra vita e’ dunque questo elemento .

acqua pulita

Quindi risulta che l’acqua e’ il bene piu’ prezioso e dovrebbe essere salvaguardato e distribuito a tutti gratuitamente , come sancito dal responso referendario del 2011.

La societa’ che gestisce questa risorsa dovrebbe essere pubblica e garante della qualita’ della nostra “fonte” di vita .

Ma e’ proprio cosi ?

In realta’ non e’ cosi: la Publiacqua e’ una azienda a partecipazione pubblica ( i comuni toscani ) ma di fatto una s.p.a. . Come  in ogni societa’ privata il  primo obiettivo e’ quello di fare soldi e viene conseguito in ogni modo possibile.

Uno di questi sistemi riguarda il risparmio sulla manutenzione e risrutturazione della rete di distribuzione .

Infatti ogni estate assistiamo a continue perdite degl’ impianti , visibili in tutto il territorio comunale , dovute al cambio di pressione per il maggiore consumo diurno rispetto a quello notturno.

Il meccanismo, spiegato bene da un tecnico delle acque, non avrebbe nessun problema se le tubature non fossero datate ( dai 20 ai 35 anni) ma incontrollabile vista l’ attuale situazione.

L’ aspetto piu’ nefasto, dell’ anzianita’ della rete,  e’ quello legato alla presenza di diverse tubature in cemento amianto e eternit presenti sul territorio pratese.

Infatti con il passare del tempo , e le  continue rotture dei tubi , le fibre di questa letale sostanza inquinano ed ammalano la nostra acqua ammalando, conseguentemente, anche il nostro corpo .

Qualcuno dice che non ci sono limiti di legge sulla quantita’ di fibre di amianto nell’ acqua . a queste persone vorrei ricordare che lo IARC , organismo dell’ Organizzazione Mondiale della Sanita’ dichiara l amianto cancerogeno a prescindere dalla quantita’ .

Riporto il .pdf del documento ufficiale dove si afferma la nocivita’ sia per inalazione che per ingestione .

IARC Asbestos Page 224 & 225 Short Report

Qualcun altro potrebbe comunque obiettare dicendo di non bere acqua dell’ acquedotto,

Io vorrei ricordare che per cucinare , lavare gli indumenti che indossiamo e detergere il nostro corpo usiamo un’ acqua che lascia residui invisibili di amianto, a quel punto volatili ed inalabili.

Prato tubature in amianto

Per completezza riporto la mappa di Prato, e zone limitrofe, dove sono segnate in VERDE la tubature in cemento/amianto ed in Rosso quelle in Eternit, presenti attualmente nella rete idrica cittadina.

Segnalo anche una direttiva europea , la 2000/60/CE , che potrebbe far pagare al nostro comune , quindi a noi, sanzioni pesanti riguardo alla qualita’ dell’ acqua presente sul territorio.

 

Scarti tessili: tra illeciti e virtuosismi

In queste settimane, su tutti i social network e media locali, si e’ fatto un gran parlare di scarti tessili abbandonati e responsabilita’ del fenomeno in aumento nella nostra citta’ .

Ormai non piu’ giovanissimo, ricordavo che nella mia infanzia/adolescenza passavo l’ estati tra i magazzini di cenciaioli balle di materiale tessile e ritovamenti di oggetti di valore nelle tasche dei tanti indumenti lavorati dai cenciaioli .

Mi sono chiesto perche’ piu’ di 30 anni orsono non esisteva il problema dei rifiuti tessili.  Fermo restando che gli illeciti , da qualsiasi parte vengano commessi, sono comunque da condannare mi sono posto il problema di come poter risolvere questa situazione.

Con il gruppo meetup “Prato 5 Stelle” abbiamo avviato una ricerca sulle possibilita’ di “smaltire” questi “rifiuti” e nel giro di qualche settimana ci siamo imbattuti nel famoso “uovo di Colombo”.

Ed e’ cosi’ avvenuta la scoperta una azienda virtuosa che produce tessuto non tessuto per molti tipi di utilizzo.

tessuto non tessuto
RecycleTherm

La Manifattura Maiano , questo il nome di una eccellenza pratese,  con nostra meraviglia, pone la soluzione al problema degli scarti tessili, che nella nostra citta’ sono diverse centinaia di quintali a settimana.

La materia prima preferita per produrre il “RecycleTherm” e’ composta proprio dagli scarti di lavorazione di confezioni e fasonisti.

La macchina usata per la valorazione di questo prodotto e’ anch’ essa una produzione locale ed ha la possibilita’ di lavorare piu’ materiali. Veniamo cosi’ a scoprire altri prodotti della MM, ecosostenibili di alta qualita’ , come il “SintTherm FR” ed il “SintTherm EVO” , isolanti termo-acustici, realizzati dal riciclo delle bottiglie di plastica ed altri materiali assimilabili.

Isolanti
Isolanti termici ed acustici

Torniamo a parlare del nostro scarto tessile per dire che in fatto di isolamento termico ed acustico non e’ secondo a nessuno battendo, da ogni punto di vista, le piu’ conosciute lana di vetro e lana di roccia . Oltre ad avere alte qualita’ d’ isolamento risulta essere un ottimo fonoassorbente e soprattutto altamente ecologico , perche’ – udite udite – totalmente riciclabile . I prodotti concorrenti al momento dell’ installazione , ma acor piu’ al momento della rimozione sono pericolosi per inalazione di microparticelle che danneggiano i nostri polmoni . Invece  il RecycleTerm puo’ essere rimosso senza problemi e rilavorato per tornare a fare il proprio dovere di isolante.

RecycleTherm
RecycleTherm di spessore massimo

In un mondo dove tutto viene consumanto e gettato molto velocemente , questo prodotto mi ricorda molto i materassi di lana dell’ epoca di mia nonna, che il materassaio ringiovaniva ogni 3/4 anni.

E, a proposito di materassi, i campi di impiego dei nostri “scarti tessili” non si fermano alla bioedilizia , ma si spingono all’ automotive, all’ arredamento, al giardinaggio.

Ma torniamo all’ inizio , e’ dunque possibile che le istituzioni considerino questi matriali, provenienti dalle lavorazioni dell’ abbigliamento, come rifiuto speciale ? Con quale criterio le autorita’ preposte hanno classificato questi ritagli di tessuto ? Ed ancora , perche’ si fa pagare questa risorsa come immondizia e si manda in discarica o si incenerisce ?

 

Per piu’ info : http://www.maiano.it/